Rubrica,  Turismo

Africa del Sud: Cape Town (2)

Un fine settimana a Cape Town…

Che gioia svegliarsi la domenica nella Città del Capo e comportarsi come la popolazione autoctona! La mia ostessa mi ha organizzato una giornata per vagabondare…

Iniziamo con un mercato colorato dove passeggiamo tra gli stand. Ammiriamo, testiamo nuovi sapori, ci meravigliamo, scegliamo, compriamo… questo mercato è il migliore. Cose antiche, autentiche e si trova anche la nouvelle cuisine! Tutto è bello, ha un buon profumo ed è saporito. Ci dà il desiderio di comprare ogni cosa!

All’ora di pranzo, il nostro picnic sotto il braccio, come la popolazione locale, ci mettiamo in strada per il favoloso giardino botanico Kirstenboch. È un posto splendido! Ha un po’ della dolcezza del giardino alla francese, un po’ del rigore dei giardini inglesi in un ambiente di colline, ruscelli, sentieri con i fiori del busch “domati” e sublimati. Di qua e di là delle panchine, delle pergole ci invitano a fermarci per gustare il nostro picnic e apprezzare il tempo mite. Gusto il mio panino preparato con la salsiccia di facocero con un pensiero tenero a Pumba del “Re Leone”…

Un’altra domenica, la mia ostessa mi fa scoprire Woodstock. Un vecchio quartiere industriale con qualche rovina che ha una seconda vita trasformate in città dell’arte e dell’artigiana.

Woodstock è frequentata dai giovani e meno giovani… dei ristoranti di gastronomici e dei “food court” si sono stabiliti qui, in mezzo a un bellissimo ambiente musicale. Entriamo nel Pot luck club, un ristorante di tapas di gastronomia dove corre una decina di camerieri virtuosi, un vero balletto! Il ristorante, situato in una torre vetrata che sovrasta l’oceano e Table Montain, arricchisce l’atmosfera inebriante del luogo. È un posto indimenticabile come lo è anche il ristorante gastronomico Les douze apôtres un po’ più al sud di Sea Point. Un posto magico dove si mangia da Dio. Tutto è raffinato, delicato e se avete la fortuna di esserci di sera, potrete ammirare il tramonto su Head’s Lion… semplicemente incantevole!

Ciò che mi piace, anche da grande, è marinare la scuola… Quindi decido di esercitare il mio inglese altrove.

Oggi mi aspetta un trekking: la salita di Table Montain.

Camminiamo nel bush dove gli animali che strisciano mi spaventano un po’, ma la presenza della guida mi rassicura.

Iniziamo il sentiero da Platteklip. Quattro ore per raggiungere la bellissima “finestra azzurra”: un’apertura tra due montagne. Un trekking difficile, sono allenata eppure ho sofferto. Table Mountain si merita! Paesaggi mozzafiato: uno bush fiorito, un universo minerale scolpito, strano, un cielo che sembra lontanissimo e dappertutto l’oceano che si estende con un aria di eternità… La discesa la faccio con il “cable-car”, orgogliosa di me.

Avevo sognato di salire su Table Montain e l’ho fatto!

La settimana prossima vi porto con me al Capo di Buona Speranza …

Nel frattempo vi lascio con lo shooting del mio giro!

Rolande Murat (traduzione Christine Lauret)

(Proofreader Anja Riemann)

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