Rubrica,  Turismo

Africa del Sud: Città del Capo (1)

Table Mountain

Partire per vedere, percepire, sentire, scoprire, abbeverarsi della diversità per realizzare un sogno… Partire sola per vivere un momento particolare tra incontri e scambi, partire per dimostrare a te stessa che nonostante l’età, tutto questo è ancora possibile se la tua capacità di meravigliarti è intatta.

È sulla scia di pensieri come questi che decido un giorno di andare nell’Africa del Sud nella regione di Cape Town.

Scelgo di fare un soggiorno linguistico, sarà il mio alibi per il viaggio… come se avessi bisogno di giustificarmi per partire da sola!

Trovo un B&B a Sea Point e arrivo una settimana prima dell’inizio del corso per avere il tempo di adattarmi e visitare il luogo. È da qui che vi porto in viaggio con me e vi faccio scoprire la Città del Capo con le sue sorprese…

Cape Town

Molto accogliente e la città e la sua periferia. Bus, Uber, taxi sono pronti a guidarvi dove volete. Gli abitanti sono amichevoli, vi danno consigli, informazioni… un vero piacere. Se rispettate gli accorgimenti per la sicurezza, muovervi a Cape Town sarà proprio un piacere.

Questa mattina vado in centro con l’ansia di scoprire “Green Market Place”.

Foto Rolande Murat

Una folla girovagante ha invaso il mercato e le vie intorno. Sembra che l’Africa più povera si sia data appuntamento qua: richieste di aiuto scritte sul cartone, migranti… Dappertutto focolari improvvisati cucinano un pasto sotto l’occhio delle mamme. Ne fuoriescono profumi deliziosi, eppure l’ambiente non è gioioso, è una disperazione senza nome che si distende sotto i miei occhi.

Vedo la cattedrale che troneggia in mezzo a tutto questo popolo, ci entro per una preghiera… impossibile! Questo non è più un luogo di culto… Dio ospita… Letti di fortuna sono posizionati dappertutto, corde per stendere la biancheria tese fra le mani accoglienti delle sante statue ricevono panni raffazzonati appena lavati. Alcuni dormono, altri si riposano, qualcuno piange, certi barattano… una miseria umana che abbandono, non essendo specialmente coraggiosa.

Esco e inizio la visita di Cape Town che mi piace moltissimo! È una città dove l’antico costeggia il moderno. Una città verde, pulita, piena d’arte e botteghe carine, i suoi mercati di fiori e i ristoranti cosmopoliti sono testimoni vivi della tolleranza di questo popolo che ha saputo riprendersi. Sono meravigliata!

Mi soffermerò a Bo-Kaap, un quartiere dalle case multicolore che simboleggiano la rivolta di un popolo per il quale era permesso solo il nero. Una vera bellezza che dà un valore aggiunto questa “nazione arcobaleno”.

Foto Rolande Murat

Girovago per molto tempo prima di decidere ad entrare in un piccolo ristorante etiopico. Una bella scoperta! Questo posto propone delle note delicate e anche se non acquieta l’anima mi fa bene al corpo.

Da Sea Point a Cape Town

Foto Rolande Murat

Situato di fronte all’Oceano, Sea Point è un posto strategico per fare delle lunghe passeggiate su un lungomare ben curato. È l’incontro degli sportivi, delle famiglie con bambini e cani nei larghi viali pedonali. Da un lato l’oceano a perdita d’occhio, dall’altro Table Mountain e Lion’s Head. Due famose montagne che si affacciano alla Città del Capo. La prima fa parte di una delle nuove sette meraviglie della natura, la seconda è famosa per la sua forma a testa di leone, dove il panorama sulla città offre una vista mozzafiato. Lo iodio, gli spruzzi, il richiamo degli uccelli di mare fanno il resto… Farò spesso questi chilometri a piedi per raggiungere Water-Front. È una zona molto vivace con un porticciolo, un grande acquario, un centro artigianale, una zona pedonale, una galleria d’arte, ristoranti e terrazze dove si esibiscono artisti, cantanti, musicisti e ballerini per il più grande piacere dei visitatori.

Foto Rolande Murat

Ho potuto essere presente durante il pasto delle razze distribuito dai subacquei … ero stupefatta!

All’esterno dell’acquario si sono piazzati cantanti e ballerini. È un popolo che non è per niente malinconico, ridono e si chiamano tra di loro ad alta voce, occupano tutto lo spazio senza riserve. Sono felicissima per loro, in effetti ho avuto la mia infanzia cullata dalla “musica” delle loro lotte e adesso mi rendo conto che Mandela ha fatto una bella opera… penso “grazie Madiba, mi sento bene nel tuo paese!

Non mancate lo shooting sulla città del Capo

Rolande Murat (traduzione Christine Lauret)

(Proofreader Anja Riemann)

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