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Ascoltiamo il nostro futuro

Foto Evolve

«Educare è faticoso. Bisogna indirizzare, coinvolgere, stimolare e anche saper dire di no. Meglio parcheggiare bambini e adolescenti per non doverli ascoltare, per non dover rispondere alle loro richieste (spesso non formulate espressamente).» così pensa il Ministero della Sanità.

Paolo Crepet

Grazie, grazie a questo scrittore di aver provato ad aiutare i giovani. Grazie a lui per aver cercato di cambiare le cose. Ogni singola parola che ha scritto l’ha fatto per denunciare una realtà che, purtroppo, minimizzano tutti.

Oggi, gli adolescenti sono più prigionieri che mai. Ma ora parlano. Anzi urlano…

Grazie ai social e alle manifestazioni i ragazzi urlano il loro disaccordo, il loro malessere, le loro difficoltà a vivere con un peso così grande sulle spalle.

Gli adulti pensano che la nostra generazione sia problematica, perché ci scoprono più disturbi mentali o alimentari, difficoltà o diversità. Queste cose ci sono sempre state, anche nell’avanti Cristo.

Ma ora i giovani hanno il coraggio di parlare e di mettere la propria mente e il proprio cuore allo scoperto.

La ciliegina sulla torta è stato il Covid. Adesso in tutto il mondo i «teenager» sono in ritardo con il programma, quindi stressati per la scuola, rinchiusi in casa, non più liberi di fare certe cose o di andare in certi posti senza mascherina.

Il Covid ci ha isolati dal mondo esterno, cosa che non ha aiutato la nostra salute mentale.

Anche oggi ci sono suicidi, descolarizzazioni e un apparente «menefreghismo» da parte dei giovani per quanto riguarda il loro futuro. I nostri genitori hanno sempre la frase pronta: Anche io alla tua età avevo alti e bassi e guarda, sto benissimo adesso. Sì mamma, sì… Ma i tempi cambiano. I tuoi problemi sono diversi da quelli che ora un giovane può avere.

Sono nati nuovi problemi. È aumentata l’ansia, gli attacchi di panico, la paura di alzarsi la mattina. Alcuni, per sfuggire a tutto questo, si rifugiano nei video giochi in modo eccessivo, così si allontanano dalla realtà e dai loro problemi.

Certi adolescenti sono ormai abituati a portarsi dentro tutte le emozioni. Non riescono più a esprimere gioia, tristezza, rabbia… Le risentono solo dentro di loro. Le tengono chiuse, impediscono loro di uscire, le imprigionano… Purtroppo, queste emozioni li divorano dall’interno, portando con sé nuovi disturbi.

Certo non tutti sono in questa situazione, ma tutti, chi più e chi meno, soffrono per qualcosa di nuovo, di grande che piano piano li mangerà fino a che non abbiano più nessuna voglia di lavorare, di uscire con gli amici o di sognare.

Ascoltiamo i giovani, magari ci apriranno gli occhi sul mondo.

Léa Lauret (Giovane lettrice di 16 anni di Emotionletter)

2 Comments

  • Luisa

    Bravissima Lea, condivido ogni parola!! Da che mondo è mondo, i giovani hanno sempre avuto problemi e difficoltà per qualcosa. A seconda dei tempi e di come cambia il mondo, cambieranno i problemi, ma anche se diversi, ci saranno sempre……. si chiama vita!!!!! Certe volte potrà essere dura, ma sono le difficoltà e i problemi che ci fanno crescere e maturare! Tenete duro ragazzi, prima o poi si vien fuori da tutto, più forti e sicuri!!

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