Rubrica,  Turismo

Bosa, una fuga… dall’ordinario

È un piccolo borgo adagiato su un colle.

Quelli che vivono là, hanno saputo proteggerlo dall’ascesa inarrestabile verso il progresso.

Nulla ci dice che alla fine di questa strada tortuosa, una città di un’altra epoca ci aspetta.

Eppure è là, tranquilla, appare dal nulla, seduta al suo posto, orgogliosa del suo castello, vestita di colori sgargianti: BOSA!

Dei mattoncini Lego non potrebbero fare meglio: case colorate accatastate l’una all’altra, pietra rosa, sfumature pastello… ecco ciò che mi affascina.

La sorpresa di scoprire la vita in mezzo alla macchia sarda, le tonalità come se qualche pittore avesse dato un colpo di pennello a questo borgo per dargli vita. Non dimenticherò mai il momento in cui Bosa è comparsa ai miei occhi. Il tempo si è fermato. Si sentiva un’atmosfera serena e tranquilla. Sono rimasta là, ipnotizzata da questa città medievale di architettura mediterranea. Non riuscivo a staccare il mio sguardo dal panorama per paura che il miraggio svanisse all’improvviso. Temevo di andare più avanti per non rischiare di perdere quest’apparizione.

L’incredibile fascino della città aveva già iniziato la sua opera su di me…

Quando, finalmente, decido di seguire la strada sinuosa che porta al cuore del borgo, le miei sensazioni mutano.

Una città particolare mi aspetta, coniugando le attività legate al fiume Temo, che l’attraversa, e il mare poco distante, con il suo vortice di frizzante ma non spensierata gioventù. Un’atmosfera speciale emana dai suoi ponti in pietra che conducono i turisti incuriositi da una sponda all’altra. La riva sinistra, l’antico quartiere dei conciatori di pelli e la destra dall’atmosfera di un’epoca ormai passata.

Lungo il fiume, scopro un isolotto ricco di rigogliose, imponenti palme che paiono montare di guardia alla cittadella. Regnano qua un susseguirsi di baretti e caffè animati nella passeggiata lungo il Temo. Barche, battelli, imbarcazioni di ogni genere riposano qua e là nell’acqua addormentata. È il lato cartolina, la parte animata della città, il lato turistico… mentre dietro questo corso vivace, si nasconde la Bosa di un’altro tempo, quella che mi ha sedotta…

Sono persa in questo labirinto di scale e vicoli angusti, tortuosi d’epoca medievale. Mi meraviglio per i suoi sentieri ripidi, i vecchi negozietti separati dalla strada da semplici tende di perline muticolori in legno e i balconi in ferro battuto. Mi fermo davanti alle terrazze di un’ambiente tipicamente italiano dove il turista, stanco ma curioso, può ristorarsi e vivere al ritmo dei paesani che lì si incontrano, più per dei pettegolezzi che non per bere un drink. Il cuore del borgo mi sorprende ad ogni angolo dei suoi vicoli.

Il dedalo di viuzze è quasi un gioiello finemente intagliato, ne vale la pena. Spiccano improvvise delle nasse appese al muro, fa mostra di sé il bucato cullato dall’aria tiepida dell’estate, e una bici, sfidando la gravità, sospesa sulle nostre teste, lascia libero l’accesso alla via. Una panetteria libera un profumo di pane carasau e di pardule; si entra da un vicolo… e si esce da un’altro dove svetta, sopra una farmacia, un orologio «impietrito»: dà l’ora giusta solo due volte al giorno, come se il tempo si fosse fermato alle ore 15.05 durante un mese di luglio, sotto un’opprimente calura, aspettando che gli abitanti emergano della loro pennichella.

Un’oasi…

Ho allora la sensazione che il paese si sia messo in posa per un pittore. Bosa fa uno show: cura il suo lato fuori moda, disdegna il progresso, mostra la sua differenza, anzi la coltiva! Un altro mondo, una parentesi nella vita del turista che cerca le splendide spiagge della Sardegna. Una parentesi pacifica come nelle oasi che sorgono in mezzo al deserto… il tempo sospende il suo volo.

Bosa è una fonte d’ispirazione per acquarellisti di passaggio. Come resistere a questi colori, all’ambiente, alla meraviglia che offre il borgo agli artisti! Chi non ha mai voluto immortalare la cittadella dai colori gioiosi?!

Dalla vigna alle acque cristalline…

Bosa è anche un vino bianco dolce (Malvasia di Bosa), una costa cesellata, dove i più coraggiosi, quelli che non si lasciano impressionare dai sentieri ripidi, possono approfittare delle cale smeraldine. La città ha più di un cliché da regalarci. Dall’artista al turista, tutti si lasceranno «rapire» dai tesori di questa regione di carattere.

C’è un gioiello al nord-ovest della Sardegna.

Un borgo bucolico.

Una volta che ci si innamora, non lo si può più dimenticare…

La magia di Bosa ha funzionato.

Aggiungetelo nella top 10 dei posti da visitare.

Christine Lauret

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

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