Natura,  Rubrica

Diario di mamma orsa

La mia terra è l’Artico. La mia casa la banchisa. Il mio cibo le foche.

Mi presento. Mi chiamo Pompon, orsa polare. Ho dieci anni e non so se sopravvivro’ un’altra estate. Ho un problema, un piccolo da nutrire ! È nato l’anno scorso a ottobre. Per fortuna ne ho avuto solo uno ! Qualche anno fa potevo mettere al mondo tre cuccioli, pero’ la mia razza si è adattata  alla « involuzione » del pianeta. Non c’è più abbastanza da mangiare, non posso nutrire questo « piccolo mondo » e, purtroppo, il cucciolo si ritrova solo. Non ha fratellini per giocare, fare capriole, slittare sulla neve mentre caccio, non esiste più la socializzazione come dicono gli umani. La leggerezza ha lasciato il posto all’ angoscia.

Ciao ! Io sono Knut. Da quando ho quattro mesi mia madre mi porta con lei mentre cerca da mangiare. Mi rendo conto che sia preoccupata e che abbia fame, ma non so che fare…non posso aiutarla, anche io ho fame ! Ha sempre meno latte e io ne voglio sempre più ! Allora mi sgrida un po’ e cerca delle foche.

Cucciolo ha fame. Ma oggi devo accontentarmi di uova di uccelli, non ho visto neanche una foca.

Il problema con le uova è che ci sono troppe proteine e niente grassi. E noi abbiamo bisogno del grasso per resistere per quasi otto mesi ! In questi ultimi anni, la banchisa si scioglie troppo velocemente. Qualche tempo fa, qua c’erano le foche a portata di mano, sdraiate sul ghiaccio, che si crogiolavano, troppo imbranate per scappare quando le cacciavamo. Oggi, la banchisa qui è quasi sparita e la loro immersione si risolve in men che non si dica, sparendo cosi nelle scure e profonde acque dell’Artico. Ormai è difficile prenderle nel loro habitat naturale !… Magari dovremmo trasferirci…Ma dove andare ?! C’è solo l’Antartico che andrebbe bene, forse. Ma immaginate il viaggio !!?

Oggi mamma mi ha portato in un posto strano. C’erano degli animali con due zampe che correvano e gridavano, ce n’era anche uno che ha fatto un rumore forte con un bastone puntato su di noi. Era un gioco ? Avrei voluto giocare anch’io, mamma non ha voluto e mi ha trascinato verso una grande cassa che ha frugato per trovare da mangiare. « Non sapevo che gli orsi avessero una dispensa » ho detto a mamma. Mi ha risposto che non aveva altre soluzioni. Non ho capito bene. Chi erano questi animali che gridavano ? Vivono in caverne che hanno delle finestre. È chic ! Mi piacerebbe molto essere loro amico. Mamma mi ha detto : « assolutamente no ! »

Non c’è una foca, un tricheco o dei pesci. Sono estenuata, stremata. Abbiamo corso per evitare gli spari degli uomini. Costretta a cercare nella loro spazzatura nella speranza di trovare qualche pezzo di carne… Forse pensano che ci piaccia la loro compagnia o che ci avviciniamo per agredirgli. Non capiscono che stiamo meglio sulla banchisa, che pero’ ormai continua a ridursi…Come faro’ a crescere il cucciolo ? Il mio latte si sta prosciugando, non ho più grasso, le mie riserve si sono sciolte quest’inverno. Quanto tempo ci rimane ? Non ne posso più ! Tra perseguire le foche, gli uccelli e scappare davanti agli uomini che vogliono la nostra pelliccia, sono stanca. Da qualsiasi parte io guardi attorno a noi non vedo che il vuoto. Non c’è più casa, cibo e il caldo non fa che aumentare.

Aiuto !

Christine Lauret

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

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