Fantasia

La formica e l’elefante…


Una volta mi hanno detto che la nostra mente razionale somiglia ad una formica che lavora e corre dalla mattina alla sera sopra il dorso di un elefante. Mi chiedo come facciamo a muovere questo gigantesco mammifero sotto i nostri minuscoli piedi nella direzione in cui vogliamo…

Per quel che mi riguarda, ho come l’impressione che sia piuttosto il mio “elefante” a guidare la “formica” anziché il contrario, lasciandola agire nell’illusione che sia lei a decidere, laddove mi accorgo spesso a ritroso che ha vinto il pachiderma. Non solo, e per fortuna, poiché la meraviglia dei luoghi nei quali mi conduce l’elefante, supera di gran lunga ciò che il mio piccolo dissipatore sarebbe stato in grado di progettare…
Ed eccomi alle prese con la fantasia, l’immaginazione, l’arte. Finalmente libera di esprimere a modo mio ciò che sento, vedo e percepisco senza filtri, né giudizio, un po’ come i bambini, ma con il bagaglio di un adulto, di una madre.


Disegnare è qualcosa che porto con me sin dall’infanzia. È una delle mie poche, ma preziose costanti. Ovunque vivessi, in Germania, Francia o Italia, mi sono sempre ritagliata uno spazio tutto mio. Quante ore passate fuori dal tempo, interamente assorbita dalla mia fantasia, in silenzio, in pace con me stessa e il mondo, magari canticchiando qualche piccola melodia!


Col processo creativo le mie emozioni si materializzano con insolita pazienza e gratificazione. Matita, pennello o carbone che sia, quando disegno, la razionalità dà soltanto il là – “Cosa disegno?” – “Un giardino, una casa, una principessa,…” – lasciando il resto al flusso della coscienza che vola sulla carta fin quando non sarà nata la bozza.


Potrei dire che la mia parte razionale viene aggirata dall’azione pratica – impugno la matita, la stringo, premo, sollevo, poi la stoppo e rilancio – e mentre la testa pensa a come manovrare l’attrezzo, l’inconscio si scatena a ruota libera, guidando la mano in lungo e in largo, compiendo curve, cerchi, quadrati, creando forme bizzarre e mischiando il tutto come se cucinasse a piacimento, senza ricetta!


Poi, mi sveglio da questa sorta di trance, contemplo il risultato e penso: roba da matti!
e prima che arrivi il giudizio interiore correndo il rischio di rovinare tutto, lascio che avvenga la colorazione. Riparte così la danza tra la mano e l’intuito fino alla conclusione dell’opera, con giusto qualche aggiustamento finale per l’ultimo tocco ed ecco fatto!

Anja Riemann

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