Rubrica,  Turismo

I giganti del fuoco

Fonte dell’immagine Serge Gelabert

Avete notato che da qualche tempo i vulcani, prigionieri dagli antri della terra, vogliono uscire a tutti i costi?

Vogliono mostrarsi vestiti di pennacchi colorati e caldi, giocare copiando le forme delle nuvole e lanciare, a chilometri di distanza, delle colonne di cenere, di cui nessuno potrà dimenticare le conseguenze. Per concludere, vogliono imitare una delle caratteristiche dell’acqua: espandersi come un fiume… un fiume di fuoco.

Osservando da più vicino i vulcani, possiamo renderci conto dell’intimità che si sviluppa tra loro e i popoli che nascono e vivono al loro fianco, spesso evacuati quando il vulcano è di malumore. Di frequente si vedono gli stessi popoli tornare e costruire nuovamente nello stesso posto, addirittura sulla lava appena raffreddata. Qualcuno dirà: «ma sono pazzi!». No, qui la simbiosi non si spiega, si vive. Se guardiamo qualche foresta lussureggiante o campo prospero accanto a spazi bruciati da fiumi di lava, non c’è dubbio che il vulcano butti una parte della sua sostanza letale, ma anche qualcosa in più che rende fertili le ‘vicinanze’.

Adesso esiste il turismo estremo che offre il «sempre più grande, sempre più alto» e vi fa vivere con tanti brividi le esplosioni di lava o crolli di strobili con qualche volta incidenti “chiavi in mani” per i più temerari.

Se siete degli appassionati di vulcani, se volete comprenderne i meccanismi, se le bellissime immagini della nostra terra che si fonde vi emozionano, non esitate a visitare l’isola della Reunione che ha la fortuna di avere il «Piton de la Fournaise», uno dei vulcani più attivi e sorvegliati del pianeta.

Il parco del vulcano alla Reunione è una vasta aera alla quale si accede dal centro dell’isola o dal sud selvaggio, dove le mura si aprono su delle discese e dove le eruzioni scivolano fino all’oceano.

Ricinto attorno del vulcano

Non appena annunciata l’eruzione, potete organizzarvi per uno spettacolo unico molto apprezzato dal pubblico. Affinché lo show possa essere visto dal maggior numero di persone, delle navette portano gli escursionisti al calare della notte e potete ammirare, fotografare, fare un picnic o addormentarvi nelle coperte, perché anche se il caldo del vulcano è intenso, attorno il freddo è vivo.

Se siete fortunati, l’eruzione si verifica proprio mentre fate una bella escursione notturna sulle mura della caldeira come se foste in un anfiteatro romano. Vi fa sognare vero?

Ecco il «Piton de la Fournaise» in piena attività.

Dovete sapere che quando un’eruzione è prevista, i sismografi impazziscono, la discesa nel ricinto (la caldeira) è vietata. Ma una notte davanti a questa meraviglia della natura con fontane di lava che mormorano come onde che si infrangono sulle scogliere, rimarrà stampata nel vostro cuore per sempre.

Però dopo l’eruzione, quando i rumori tacciono, lo spettacolo continua e il pubblico viene numeroso per ammirarlo. L’esibizione sembra paralizzata, ma mai è la stessa a seconda della stagione o della luce.

La strada che ci porta offre un panorama stupendo. Scavata nel caos geologico di cui il vulcano è l’artista, ci regala uno strano paesaggio lunare: rocce arancioni, rosse, frastagliate. Man mano che ci avviciniamo al cratere centrale, la vegetazione passa da ‘stentata’ a molto scarsa.

Un deserto si estende sotto gli occhi: la Plaine des Sables circondata da anziani crateri colorati dal giallo al rosso.

La plaine des Sables

Se prendiamo il cammino degli escursionisti, scopriamo numerosi crateri spenti, ma invasi da strumenti di misurazioni e di sorveglianza che ci fanno ricordare che camminiamo sopra una grande camera magmatica che potrebbe, se volesse, spaventarci!

Andare al Puy-Ramon in questo parco vulcanico, significa approfittare di almeno 11 crateri spenti gli uni più belli degli altri. Possiamo salirci sopra e magari provare a capire il meccanismo di questa cosa Dantesca. Per arrivarci, dobbiamo percorrere i sentieri che fiancheggiano la caldeira, aperti sul gigante di fuoco e sui giovani crateri. Uno spettacolo!

Per concludere in quest’universo di fuoco la pioggia periodica ha formato un lago al interno di un cratere, semplicemente bello…

Lago all’interno diun cratere

Se, invece, volete costeggiare l’Oceano Indiano, sono i versanti del vulcano che potete ammirare con le colate di lava nere, colate anche più vecchie sulle quali felci e muschio hanno ripreso i loro diritti. Le ferite della strada chiusa, colpa dell’ultima colata, si vedono ancora… ma che importa, il vulcano prende, ma il vulcano dà; le colate arrivano fino all’Oceano e ci regalano qualche ettaro, ancora fragile, certo, pero comunque terra che potete fotografare alla Pointe de la Table, un sito nel sud selvaggio dell’isola.

La strada della lave

Avrete capito che non c’è bisogno di mettersi in pericolo per ammirare un gigante del fuoco, vi basta visitare la Reunione!

Rolande Murat (traduzione Christine Lauret)

(Lettrice et correttrice Anja Riemann)

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