Rubrica,  Turismo

Il Capo di Buona Speranza

Foto Rolande Murat

Dopo Table Mountain e Head Point eccomi di nuovo in autobus sulla strada per il Capo di Buona Speranza. Non potevo vivere cosi vicino senza avvicinarmi a questo posto di leggenda.

Un luogo mitico, assolutamente sublime nonostante il vento che soffia e mi spinge quasi fino a farmi cadere. Ad ogni tappa su un promontorio, la mia vista guarda lontano su quest’immensità azzurra, bianca e grigia. Oggi la sua furia è tale che ho pensato ai navigatori e agli avventurieri che hanno scoperto il Capo. Bisognava essere un po’ pazzi o fuori rotta per di osare ad oltrepassare queste coste ostili che conducono ad un universo terrestre forse ancore più ostile!…

Foto Rolande Murat

Sono sballottata dal vento e mi aggancio a quello che trovo. Qua l’assenza di alberi è compensata dal bush in fiore che sembra essere tagliato su misura da mani esperte.

In basso, ai piedi del Capo, l’oceano colpisce con rabbia sui straordinari massi rocciosi prima di dissolversi in onde turchesi e bianche sulle spiagge immacolate. È in giorni come questi che vogliamo credere in un Dio per tutta la bellezza sulla Terra!

Foto Rolande Murat

Un percorso incantevole, certo, ma ho rischiato di farmi aggredire da un babbuino molto interessato al mio panino. Devo la mia salvezza a un autista d’autobus abituato a questi scherzi delle scimmie.

Dopo questa giornata in un posto così storico, comprenderete facilmente perché ho trovato la mia visita successiva dai “pinguini” assai insipida…

Langa

Ma il Capo ospita anche dei quartieri poveri, mal attrezzati e riservati ai non-bianchi: sono i Township di cui Langa è la più anziana et la più conosciuta.

Dovevo proprio andare a visitare questi posti? Sicuramente sì, fanno parte della storia del paese e sono un must del Sudafrica.

Faccio la visita con un Tour Operator che prova a minimizzare la nostra sensibilità, iniziando il tour dagli alloggi governativi che costeggiano la vera Township. Anche se le strade sono asfaltate, è un tuffo nella miseria per noi. Dopo pochi metri l’ “amaro” ci si legge in faccia… sembriamo irrispettosi senza volerlo, perché violiamo comunque l’intimità degli abitanti che accettano di aprirci le loro porte per una manciata di “Rand”Rinuncio alle foto e mi accontenterò del disagio che percepisco davanti alla misera umana che si estende sotto i miei occhi…

Facciamo visita a un “pub” piuttosto insolito. Ci servono la birra, prodotta sul posto, in un piccolo secchio. La tenutaria del pub, più triste di un giorno senza pane, rimarrà silenziosa e nella penombra del locale durante tutta la nostra visita.

Pub a Langa- Foto Rolande Murat

Entriamo poi in una chiesa Battista. L’accoglienza è calorosa, cantano tutti con fervore, ballano e sono così entusiasti che anche io mi metto a cantare e a ballare… che emozione! Le lacrime susseguono ai brividi, non solo per me ma per tanti toccati dall’emozione, dall’autenticità di questa chiesa. Il grande vincitore di oggi è Dio…

Finiamo il nostro giro nella township vera, quella che si attraversa chiusi nel veicolo. Gli alloggi di cartone sono degradati, i vicoli pieni di fango, la spazzature dappertutto in questo labirinto di viuzze. Nonostante la povertà della vita, sarò sorpresa di ciò che vedo: lampi di gioia che illuminano la gente che incrociamo, i giochi gioiosi e innocenti dei bambini, la loro complicità, le loro risate e urla … finalmente un po’ di vita!

Allora mi dico: non hai visto nulla di speciale, perché la povertà non ha colore, né nazione: le favelas, la discarica di Mumbai oppure i dintorni della tangenziale di Parigi, il dramma della povertà esiste ovunque … Ahimè!

Rolande Murat (traduzione Christine Lauret)
(Proofreader Anja Riemann)

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