Culture,  Mondo

Il Casino dell’Aurora, il gioiello romano

Fonte dell’immagine Geo magazine

Oggi vi voglio raccontare la storia di una casa.

Non di una casa qualsiasi, ma di una dimora che alimenta tante discussioni da 4 anni, esattamente da quando è morto il suo propietario: il principe Nicolo Ludovisi Boncompagni nel 2018.

Casino dell’Aurora è il nome dato a questa bellissima villa sita nel cuore di Roma.

Un po’di storia

Questa dimora appartenne al Cardinal Ludovico Ludosi fin all’inizio del XVII secolo. Una residenza di 36 ettari costruita sulle rovine delle terme di Costantino, frammentata nel corso dei secoli e nascosta alla vista da alte mura. La sua facciata è decorata con dei bassorilievi provenienti da sarcofaghi romani che raccontano storie della mitologia classica.

3 piani, 2800 metri quadrati e 40 stanze, ecco questa è l’eredità del principe Nicolò Boncompagni.

Il principe Nicolò si sposa 3 volte e ha 3 figli dalla prima moglie. L’ultima moglie Rita Jenrette, è un personaggio pittoresco. Sposata nel 2009, vive attualmente nella villa ed è in lite con i 3 figli avuti dalla prima consorte. Il principe Nicolo’ nel suo testamento lascia 50 per cento del suo patrimonio ai figli e 50 a Rita.

Principessa Rita Boncompagni e suo marito il principe Nicolo’ Boncompagni Ludovisi

Ma non starò qui a raccontarvi la storia di questa contesa che nasce ben prima della morte del principe, sappiate solamente che la famiglia Ludovisi nella sua storia è sempre stata diciamo piuttosto litigiosa. Ma oggi i contrasti su la dimora sono acuiti non solo dal suo fascino antico ma dalle diverse opere d’arte che essa ospita tra cui un affresco del grande Caravaggio. Si potrebbe dire anche l’unico affresco che il pittore abbia mai realizzato.

In realtà gli esperti affermano che si tratta di un dipinto ad olio su muro.

L’affresco di Caravaggio: Giove, Nettuno e Plutone

Rappresenta Nettuno, Giove e Plutone che aleggiano nudi sopra le teste dell’aristocrazia durante svariati secoli senza peraltro che gli stessi ultimi proprietari si rendano conto dell’autore stesso. In effetti, il principe Nicolo’ diceva che quando era piccolo, attraversava questa stanza senza mai aver osservato quell’ «affresco» sul soffitto ormai ricoperto dalla fuliggine.

Nel settembre 1969 Giuliana Zandri, storica dell’arte, riscopre la famosa pittura ordinata all’epoca dal cardinal Francesco Maria Bourbon del Monte Santa Maria (primo proprietario dell’immobile) a Michelangelo Caravaggio di cui fù mecenate. Il Caravaggio eseguì il capolavoro nel laboratorio del cardinale.

L’opera rappresenta le 3 divinità (Nettuno, Giove e Plutone) con al centro del dipinto il globo terrestre circondato dai vari segni zodiacali. Misura 2,75 metri di lunghezza ed è stato restaurato nel 1990.

La residenza Ludovisi non contiene “solo” l’opera del Caravaggio ma anche alcune opere del Guercino, un trono di vellutto rosso appartenuto al cardinale Ludovisi e una collezione di statue antiche di valore inestimabile. Si può ammirare anche una statua di Pan attribuita a Michelangelo.

Il Cardinal Ludovisi quando acquisto’ la proprietà decise di adornare la villa con una vasta collezione di opere: dipinti, statue, arredi, piante, ecc. il tutto per dimostrare al mondo la sua grandezza.

Affresco di Giovanni Francesco Barbieri all’interno della Villa Aurora

Oltre 450 sculture furono ospitate dal Casino dell’Aurora attirando numerosi scrittori, poeti e grandi artisti da tutto il mondo. Purtroppo, la famiglia Ludovisi spendeva e spandeva in modo diciamo non decisamente parsimonioso, per cui molti beni finirono per essere venduti.

La villa Aurora finì per essere quasi abbandonata per poi tornare ad essere di nuovo abitata nel 1815.

Oggi potremmo parlare di un museo piuttosto che di una villa, effettivamente dalle sue mura traspira tanta storia.

Ahimé! Nel genaio 2022, la magnifica villa è stata messa all’asta per la “modica cifra” di 471 millioni di euro. Solo l’affresco del Caravaggio è stimato in 350 milioni di euro…

Tranne Bill Gates e un famoso Emiro mediorientale, nessuno sembra interessarsi concretamente alla villa storica. Sarà per il prezzo d’acquisto non esattamente alla portata di tutti? Oppure sarà per l’obbligo che vige per chi l’acquisterà di doverla restaurare, rispettando regole ferree? La dimora è giustamente classificata dallo Stato come opera di interesse nazionale, e probabilmente a causa di tutto ciò, non sembra esserci la corsa a fare offerte d’acquisto.

Io comunque mi auguro che la lussuosa dimora non finisca per essere acquistata da privati. Spero concretamente che sia l’Italia ad investire per acquisire al suo patrimonio una struttura nella quale si può dire a pieno titolo che è passata la storia. Tutti potremo usufruire di questa meraviglia permettendoci di poter ammirare tutte le opere in essa contenute.

Ritengo che vendere Villa Aurora sarebbe come alienare la stessa Cappella Sistina al mondo dell’imprenditoria privata. Una parte del patrimonio dell’Italia rischierebbe di essere perso dal paese e dal mondo intero.

Christine Lauret

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Possiamo aiutarti? Invia una mail a: emotionletter09134@gmail.com