Parolaggio

Il linguaggio universale esiste!


Il linguaggio universale dell’essere umano esiste!

La musica incarna ciò che Noam Chomsky ha sempre voluto dimostrare: la grammatica universale dell’Uomo!

Secondo il linguista Chomsky, il linguaggio umano è regolato e organizzato da un insieme limitato di regole e trovo che lo stesso valga anche per uno spartito musicale!
Lo scienziato statunitense riconosce una struttura basilare comune a tutti i linguaggi e chiama questo insieme grammatica universale. Quasi negli stessi termini si esprime Steven Mithen nel suo libro “Il canto degli antenati”. Per lui, dal canto nasce una sorta di prototipo di linguaggio universale. 
Adoro accostare le due visioni di Mithen a Chomsky. Le loro riflessioni su ciò che è universale nell’essere umano sono espressione di speranza. Danno la sensazione che le parole e le note camminino mano nella mano intorno al globo. Un messaggio di unione!

Se ci pensate, le parole di uno scritto sono veramente come le note di uno spartito. Ne esprimono l’essenza, lo compongono e lo caratterizzano. Del resto, cosa sono le parole se non suoni?

Ogni lingua possiede una sua musicalità, laddove l’inglese è senz’altro più musicale del tedesco! Un esempio?
Andate su Youtube e ascoltate la canzone “The Fox”!
Sentitela prima in inglese senza badare al testo (!), passate poi all’italiano e alla fine al tedesco. Sono disponibili tutti e tre! Come al solito, in inglese la melodia va oltre il significato delle parole ed è coinvolgente. In italiano la questione si complica leggermente per essere del tutto inascoltabile nella versione tedesca!
Il tedesco è una lingua dal ritmo marcato, staccato, cadenzato e nel pop, con un testo come questo, la canzone si trasforma in qualcosa di ridicolo, talmente tanto, che troverete un video musicale che diverte e di colpo smonta il cliché del tedesco rigido: “The Fox” fa ballare e il suono trionfa! Grazie cara musica! Tu che scateni emozioni che vanno oltre il senso delle parole!

La musica pervade la vita sociale in tutto il mondo.
Non esiste luogo senza ninna nanne, canzoni d’amore o canti d’incitamento alla battaglia! Che tu sia italiano, cinese, proveniente dalla Papuasia o dal Polo Nord, non c’è posto, in cui una mamma non canti una dolce melodia al proprio bambino. Le note e le parole permeano la nostra vita dal primo all’ultimo istante. Ci cullano la notte. Ci rinforzano nella sofferenza. Ci accompagnano nella solitudine. C’innalzano e ci permettono di viaggiare nel tempo per trasmettere i nostri messaggi al di là del presente e del palpabile.

Il canto giunge alle nostre orecchie e arriva sino al cuore.
Sta al di sopra del mero significato delle parole. La musica è un traduttore universale ben superiore a google translate. Capta le emozioni e supera ogni confine, sia fisico che mentale. Il canto nasce con noi. Ci raggiunge nel grembo materno. Ci accompagna attraverso la vita come un filo conduttore, al quale possiamo aggrapparci in qualunque momento. Ci consola, rassicura, cura e rinforza. La musica è chimica pura! Sotto forma di dopamina ci attraversa, ci guarisce e ci regala piacere. Noi siamo un contenitore di suoni. Li possiamo captare, contenere, creare, trasmettere.

Unione. Condivisione. Nella musica come nelle lingue umane, le frasi condividono puntini, trattini, linee rette e curve. Si muovono nello spazio in modo continuo. Saltellano, salgono e scendono insieme. Mi piace pensare che il canto sia tanto antico quanto le lingue umane: 150.000 anni – o magari persino di più? Chi lo sa…

Ma una cosa è certa:
Il giorno in cui smetteremo di cantare, regnerà il silenzio e la curva del nostro cuore si appiattirà…

Anja Riemann

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