Rubrica,  Turismo

Il Nilo: mistero ed eleganza

Tempio di Philae- Foto Christine Lauret

E’ un fiume, calmo e limpido, veloce e tumultuoso.

Un fiume capriccioso, possente, generoso. Un fiume che ha dato vita a una civiltà brillante, un vero Dono: Il Nilo…

Arrivata con l’aereo di notte, gli occhi ancora un po’ assonnati e velati per la fatica del viaggio, salgo, senza quasi rendermene conto, a bordo di un battello e mi tuffo nel letto. Mi risveglio all’alba, affamata ed assetata non tanto per un bisogno fisico, quanto per un’esigenza della mia anima: l’Egitto…

Sono tre volte che visito questo splendido paese e sempre più grande è l’emozione che provo…l’Egitto mi ammalia, mi sorprende, m’incanta. La sua storia, i faraoni, i suoi templi…ma ciò per cui sono venuta qui questa volta, è il Nilo, la colonna vertebrale di questo paese!

Salgo sul ponte, sperando di mandar giù un caffè durante la traversata, e all’improvviso il mio cuore sembra non battere più…

foto Christine Lauret

Un brivido mi percorre tutta. Il battello scivola dolcemente sulle acque scure del Nilo. Un silenzio assordante avvolge la nostra imbarcazione. Il sole è già alto e i suoi raggi cocenti penetrano ogni poro della mia pelle esposta. La delicata brezza mattutina mi accarezza i capelli… in piedi, appoggiata al parapetto, mi lascio invadere dalla pace di questo momento ed è solo nella calma, in questa serenità, che questo sentimento si può provare.

Questo modo di sfuggire al turbinio della vita, il lasciarsi andare, l’abbandonarsi…la vita al ritmo del Nilo. Difficile da descrivere questo mio stato d’animo, bisogna viverlo, sentirlo come sangue che scorre nelle vene, solo così, facendolo proprio, lo si può comprendere appieno.

Assuan e le sue feluche…il balletto delle vele sull’acqua che vanno e vengono da una sponda all’altra, all’infinito…

Foto Christine Lauret

Decido di salire a bordo di una di queste imbarcazioni e, con tutte le vele spiegate navighiamo tra le isolette, nella riserva naturale. A seconda del suo umore il Nilo ci mostra le sue ricchezze o le può nascondere…

Ad una curva della feluca intorno ad un isolotto, un airone dal lungo becco placa la sua sete, gira il suo capo verso di noi con una certa noncuranza e continua a bere, quasi contrariato per essere stato disturbato. Una spiaggia di sabbia fina appare dal nulla. Restiamo tutti affascinati dalla musica della natura: il cinguettio degli uccelli, lo sciabordio dell’acqua, la vela della feluca che si gonfia e si sgonfia quasi respirasse, il sibilo del vento tra i rami degli alberi immersi in un profondo sonno, quello della brezza tra le canne sprofondate a metà, sembrano cantare un’incantevole melodia simile al canto delle sirene che attiravano i marinai…noi li osserviamo da lontano…mi dicono che queste sono delle correnti pericolose, il Nilo si fa meno accogliente, più impetuoso, ha carattere e accanitamente protegge la sua fauna: gli aironi, i pesci gatto, le rondini, le cannaiole, i bulbul con il loro canto flautato…Il paesaggio sonoro è interessante quanto quello che riempie i nostri occhi, per chi sa ascoltare il silenzio.

Foto Christine Lauret

E’ dolce lasciarsi cullare dallo sciacquio dell’acqua assaporando al contempo la freschezza del fiume. Lì, due bufali si crogiolano assecondando il ritmo delle onde e in lontananza, si profilano nel bel mezzo dell’acqua, due pescatori in una piccola scialuppa che sistemano il loro carico di pesci.

All’improvviso le risa di bambini che giocano a pelo d’acqua, schizzandosi gli uni gli altri, squarciano il torpore pomeridiano.

Qui passato e presente si confondono. Non mi sorprenderebbe vedere sulla battigia, delle donne semi velate che avanzano con una brocca sul capo per rifornirsi d’acqua, o ancora dei sacerdoti in tunica bianca che officiano qualche cerimonia…pace, calma, serenità…

Poi, d’un tratto, una parete di sabbia…ecco l’occhio spietato dell’arido deserto che la fa da padrone! Un deserto dove solo lucertole e serpenti possono sopravvivere. Esso è stato testimone d’una storia tormentata, e se il Nilo ha reso possibile la vita su questa terra dell’Islam, la lotta tra il fiume e la sabbia persiste. Il deserto rivendica tenacemente i suoi diritti sull’Hâpy, come l’avevano soprannominato gli Egiziani.

Là, non è altro che lotta, spietatezza, aridità…

Qui, vegetazione lussureggiante, vita, magnificenza, mistero…

Una dualità che si avverte perfino nel carattere della sua gente, nella cui lingua sono presenti suoni aspri e al contempo musicali.

Questo soggiorno sul Nilo mi lascia un ineffabile profumo di eternità e mi sembra, infine, di toccare con mano la vera natura di questa terra faraonica.

Christine Lauret

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

Foto Christine Lauret
Tramonto sul Nilo – Foto Christine Lauret
Foto Christine Lauret

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