Rubrica,  Turismo

Il Regno della Thailandia

Foto Rolande Murat

Lo se dice contaminato, artificiale, corrotto, inquinato fino al midollo.

Geografi, politologi, economisti, rappresentanti umanitari si precipitano regolarmente al suo capezzale e descrivono la sua agonia secondo il loro punto di vista…

Ci dicono che non potremo mai conoscere il vero “Regno del Siam”, quello che era anni fa, perché ormai pare troppo tardi per scoprire la sua autenticità, integrità, accoglienza, il suo mistero. Pensano che l’unico modo per apprezzare quel paese sia quello di lasciarlo sospeso nel tempo. Accettiamo la sua evoluzione solo secondo il nostro bisogno di benessere.

Insomma, possono dire e scrivere tutto quello che vogliono, io ve lo dico, il Regno della Thailandia rimane attraente, anzi, affascinante! Ogni visitatore vi cerca qualcosa di onirico, di strano, uno spaesamento, una parentesi incantata il cui ricordo rimarrà impresso nel cuore a lungo, magari per sempre!

Ogni viaggiatore del Regno del Siam ricorderà e conserverà nel suo cuore una Thailandia, una sola… la sua.

Oggi vi regalo la mia città degli angeli

Bangkok: Krung-Thep, la città degli angeli

La mia prima volta a Bangkok fu un vero incubo. Nei miei sogni Bangkok era solo pace, vegetazione e acqua, insomma immaginavo un soggiorno in una città lacustre dove solo il rumore dei remi e del sciabordio mi avrebbero fatto compagnia.

Ma l’aver seguito dei negozianti a caccia di affari trasformò il mio soggiorno in una galera inaspettata.

Disorientata dall’inquinamento acustico, quasi soffocata dalla folla nei mercati, terrorizzata di finire tra le ruote di un carro di cucina itinerante ed essere bollita, avevo un unico obiettivo: rientrare in albergo e andare a letto.

Tornare in albergo fu una tortura per me. I miei amici decisero di salire a bordo di un Tuk-Tuk promettendomi che sarebbe stata un’esperienza unica… realmente? Ho pensato che non sarei sopravvissuta! Ogni 100 metri rischiavamo una catastrofe, anche se il conducente rimaneva zen in mezzo a un traffico pazzesco.

Finalmente a destinazione mi resi conto che questa “macchina” aveva solo 3 ruote… non so neanche se si possono chiamare così!

Giurai a me stessa che non mi avrebbero beccata mai più:”Addio Bangkok!”

La mia città degli Angeli

Ma nel 2015 Bangkok mi riacchiappa. Da giovane pensionata, sogno l’evasione… e mi ritrovo di nuovo a Bangkok.

È sempre rumorosa la donzella! Inquinata, cementata, sfregiata, la sua rete stradale è sovraccarica: vie, strade, viuzze tutte scure e congestionate come se Bangkok non dormisse mai.

Ma dove si trova la Bangkok con i suoi canali tranquili, la Bangkok verde, la Bangkok dei documentari che hanno nutrito le mie fantasie?

Sì, esiste davvero questa Bangkok fluviale che si scopre attraverso una moltitudine di canali che vi portano in posti incredibili.

Una domenica presto, eccomi a bordo di un “long tail boat” per scoprire durante una giornata intera ciò che nessun Tuk-Tuk o taxi avrebbero potuto regalarmi.

Long Tail Boat – Foto Roalnde Murat

Senza prendere il Chao-Praya, il canale più lungo di Bangkok, percorriamo tutti i “Klong“(canali) dalle rive ricche di sorprese che portano dal centro della città verso la periferia. Il marinaio propone delle fermate per visitare dei templi sontuosi. Sono luoghi favolosi dove gli artisti hanno messo tutta la loro arte al servizio del sacro.

Tempio – Foto Rolande Murat

Le rive dei Klong sono l’una più bella dell’altra con i loro palazzi corrosi dall’umidità e case un po’ storte, corrose anche loro, ma che mi danno il desiderio di abitarci. A dir la verità, “Il vivere in Asia” è così che l’ho sognato!

Foto Rolande Murat

Un pochino più avanti il Klong s’intrufola sotto un ponte immenso sul quale passa un’autostrada. È una manna del cielo per i negozianti del quartiere che approfittano dell’ombra per creare un mercato galleggiante. Ingegnoso!

Mercato – Foto Rolande Murat

Ci allontaniamo ancora un po’ e incontriamo ogni tanto una piccola barca con, a bordo, una donna di una certa età, la canna da pesca in mano, sperando di prendere un pesce per migliorare il suo pasto quotidiano. È un luogo più rurale. Ci fermiamo per visitare una fattoria con orchidee e una casa dedicata alle tartarughe abbandonate.

Nel pomeriggio, il long tail boat rallenterà la sua corsa e ci inviterà a girovagare lungo i moli dove bambini e ragazzi nutrono i pesci gatto e si divertono nel vederli combattere per un pezzo di pane.

Questa gita si concluderà in una casa che fabbrica e vende delle marionette. Più che un negozio è una residenza di artisti dove ogni due ore si propone uno spettacolo. Ho assistito, guardato, ascoltato… ma non ho capito niente! Però mi ricorderò della calorosa accoglienza.

La mia tenacia è stata ripagata… da questo soggiorno in poi, Bangkok non ha mai smesso di sedurmi!

Rolande Murat

Traduzione Christine Lauret

(Proofreader Anja Riemann)

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