Rubrica,  Turismo

In strada per Tam Coc (Vietnam 2)

Foto Rolande Murat

Vado via da Hoi An via Hanoi in aereo un po’ stressata perché devo trovare un taxi o un autobus che mi porta al Guest House prenotato distante dall’aeroporto di 115 chilometri.

Piove a dirotto.

Esco dall’aeroporto correndo e chiedo a un poliziotto la stazione dell’autobus per Ninh Binh. Mi indica un’antica corriera caricando i passeggeri dicendo “Ninh Binh, Ninh Binh!” Appena avanzo di qualche passo verso il pullman, la mia valigia viene già buttata dentro una stiva orrendamente sfinita e io spinta dentro il bus con tutti passeggeri ridendo a crepapelle. Sicuramente è la faccia che ho pensando al contenuto della mia valigia e sperando di poterla ritrovare…

Il bus tossisce, sputa, s’impenna su una strada scivolosa, affollata e rumorosa! Perché, dovete saperlo, in Vietnam guidano col clacson!

Dopo aver riso tanto, i viaggiatori condividono con me cibo e acqua. Mi rilasso un po’ e aspetto con pazienza la fine del tragitto.

Dopo un itinerario interminabile, senza neanche una fermata, il pullman si ferma in una piccola stazione dove tutti scendono. Per fortuna ritrovo la mia valigia, e prendo un pulmino che mi porta finalmente al mio Guest House.

Quando arrivo al «Lys Homestay» di Tam Coc, è già notte fonda e tremo dal freddo, ma la camera è ben riscaldata. Hué, la padrona di casa, mi spiega che il giorno dopo avrò freddo e ha previsto di darmi un giubbotto, delle calze e un ombrellone per non sentirmi infastidita dal freddo.

All’alba eccomi sull’embarcadero di Tam Coc, con un tempo non molto bello. Non importa. Sono attrezzata.

Mi ritrovo nella barca di uno che rema con i suoi piedi… un virtuoso! E si parte. 3 ore di navigazione attraverso fiumiciattoli, risaie e delle punte carsiche.

Foto Rolande Murat

La bellezza del luogo e il suo mistero sono ancora più palpabili con il grigio del tempo. È vero che ci sono tante persone, anche delle barche-negozio che si avvicinano alla nostra, ma che importanza ha davanti a tante meraviglie!

I riflessi sono incredibili, vige un silenzio maestoso e grazie a questo, il mio soggiorno sarà incantevole. Vorrei che il giro non finisse mai.

Foto Rolande Murat
Foto Rolande Murat

Appena rientrata al “Lys Homestay”, Hué si affretta di prenotare per me un giro a Van Long per il giorno dopo. Un’altra passeggiata su un canale ritmato da punte carstiche e canneti popolati di uccelli.

È molto presto. Il sito sembra quasi vergine. La mia canottiera e io siamo sole al mondo. Tanta bellezza mi stordisce.

Torno a Tam Coc per riposarmi prima di andare con la mia ospite all’imbarcadero. Stasera è la festa delle lanterne.

Foto Rolande Murat
Foto Rolande Murat

Tam Coc è una destinazione sicuramente meno conosciuta e meno “venduta” ai turisti, però questa sorta di baia di Halong agreste brilla come un gioiello e farà del vostro soggiorno un momento indimenticabile.

Qualche volta pensare fuori dagli schemi ripaga!

Rolande Murat (traduzione Christine Lauret)

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

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