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Inno ai Caddozzoni di Mezzanotte

Vi ricordate i tempi benedetti quando passeggiavamo spensierati sul lungomare a un’ora già avanzata della notte ?

Vi ricordate le lunghissime serate d’estate in cui nessuno guardava l’ora e si tornava a casa quando, stanchi, i piedi in marmellata, i nostri occhi si chiudevano da soli ?

Vi ricordate quante conversazioni abbiamo fatte, seduti su una panchina di fronte ai caddozzoni ?

Vi ricordate proprio quei caddozzoni che ignoravamo in prima serata per entrare in un chiosco sulla spiaggia per sorseggiare un cocktail, o ballare sull’ ultima aria alla moda ?

Vi ricordate, erano gli stessi caddozzoni dove facevamo la fila a mezzanotte passata per comprare il rituale panino, affamati dopo avere camminato, rifatto il mondo o ballato ?

Vi ricordate il gusto dei famosi panini grassissimi ?! Erano una botta di colesterolo, soprattutto mangiati a notte fonda !

Vi ricordate il gusto del vietato ? !

Vietato perché troppo grasso, troppo «sporco», troppo tardi, troppo, troppo, troppo….

Ma chi se ne preoccupava il sabato notte quando giustamente cercavamo di seppellire il « divieto » di tutta una settimana  ? 

Quando potremo di nuovo gustare quei panini accompagnati da patatine fritte ricoperte di salsa piccante ?

Quando avremo di nuovo le dita unte dalla salsiccia e l’umore ammorbidito da questo piccolo capriccio che ci tende un’imboscata ?

Perché, non è che siamo usciti per comprare un panino, nooo !

E’ che siamo caduti in una trappola. La trappola dei caddozzoni.

« Ma i panini li possiamo mangiare quando vogliamo!» mi direte, « i caddozzoni sono sempre aperti»!

Sì, certo…. però a mezzanotte è tutto un altro gusto.

Il gusto della libertà.

Il gusto dell’indipendenza.

Il gusto delle regole infrante.

Non quelle dello stato, ma le nostre regole, quelle che ci imponiamo, giustamente per il piacere di infrangerle, perché un piacere senza rischi, che piacere è ?!

Allora, noi che abbiamo scelto di mangiare sano, mangiare prima delle ore 21, mangiare a tavola, tenersi bene, dormire presto… per la salute, per il codice, per l’educazione… Però, il bisogno di fare un atto di follia ogni tanto ci stuzzica!

Quando potremo di nuovo mandare via tutte queste regole, tutte queste leggi, sedersi su una bitta sotto un lampione e gustare le famose patatine calde di mezzanotte, con il panino stracolmo di cipolle che ci lascia un alito di foca ma a quest’ora a chi importa ??!!

Quando potremo, passeggiando, divorare questa «signorina senza intimi chic né tacchi alti, solo con il suo stretto vestito dorato e croccante» che, a quest’ora, è già un po’ spiegazzato per avere passato la giornata intera in un bagno d’olio sul bordo della strada ?

Il COVID ci ha tolto tutti i nostri «giochi», anche i nostri caddozzoni! « Non è molto importante » mi direte, « non è essenziale ». Certo…

Ma il piacere non si trova soprattutto in tutto ciò che non è essenziale ?

« Il piacere è l’unica cosa degna di essere vissuta... » Oscar Wilde

Christine Lauret

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

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