Natura,  Rubrica

La baia di Halong, una delle 7 meraviglie del mondo

Photo credit: dalbera on VisualHunt.com

Secondo la mitologia vietnamita, una famiglia di dragoni, mandati dall’imperatore di Giada è scesa dal cielo per cacciare l’Invasore cinese. I dragoni avrebbero sputato, non del fuoco, ma gioielli che si sono subito trasformati in isole e isolotti sparsi nel oceano, mettendo in difficolta l’Invasore…

Bella leggenda quella della nascita della baia di Halong e dei suoi pani di zucchero!

In realtà, il folklore vietnamita trabocca di storie, l’origine della baia è oggetto di tante leggende e ho dovuto fare una scelta. La mia preferita, quella dei dragoni e dei gioielli, ha un aria familiare se pensiamo alla storia del golfo degli Angeli di Cagliari…

La baia di Halong:

Una delle 7 meraviglie naturali del mondo,

Un vero decoro cinematografico,

Un luogo degno di un altro pianeta, quasi sopranaturale!

Un sito dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO nel 1994.

Quasi 1700 monoliti calcarei nei quali l’acqua ha scavato delle cavità, costellano la baia di Halong. Sono falesie ripide e disabitate che custodiscono una flora e fauna innumerevole. Un contrasto che cattura di fronte alle acque turchesi della baia. Una bellezza pittoresca e unica al mondo che si estende su 1553 chilometri quadrati tra l’isola di Cat Ba al sud, le isole Ngoc Hung e Van Canh all’est e la costa vietnamita al nord e all’ovest.

Alcuni di questi monoliti ospitano grotte, caverne, laghi o piscine di mareggiata che talvolta si trovano sotto il livello del mare.

Il mare che accoglie questi gioielli non è molto profondo e presenta una biodiversità fantastica. Animali marini e coralli di ogni tipo si contendono il primo posto.

Ahimè! La baia di Halong è vittima del proprio successo.

Il Fleuron del Viet Nam affoga nell’inquinamento. Le acque limpide della baia del passato sono diventate una discarica a cielo aperto, dove le navi da crociera gettano tonnellate d’immondizia ogni giorno.

Il turismo di massa ha colpito ancora una volta!

Per il Vietnam, la baia di Halong rappresenta ciò che è la cappella Sistina per l’Italia. Impossibile visitare il paese senza fare una crociera di qualche ora o giorno nella baia!

Allora, i turisti si fanno più numerosi, le navi anche e oltre all’immondizia dovuta alla ristorazione a bordo, le navi scaricano anche le loro acque sporche e il carburante inquinante. Se ci aggiungiamo anche l’industria del carbone nel nord della baia, cioè: acque usate, petrolio, piombo, l’estrazione del carbone… ci accorgiamo subito che il decoro del film “L’uomo dalla pistola di oro” (James Bond) non è più come una volta.

Photo credit: robertlafond2009 on VisualHunt

L’acqua è sporca, inquinata, solo un inconscio ci si tufferebbe. Il fetore dell’aria, colpa dei rifiuti in decomposizione intorno alle imbarcazioni, l’inquinamento acustico aumentato in modo significativo grazie ai karaoke improvvisati sulle navi, il rumore dei motori, le voci… contribuiscono a cancellare la magia del luogo.

Il paradiso terrestro, il decoro incantevole è diventato una discarica pubblica.

Quali soluzioni adoperare se non alcune barche che traversano la baia raccogliendo nelle loro povere reti i rifiuti lasciati dal turismo di massa? Tanto vale dire ‘una goccia nell’oceano’, anche se lo stato vietnamita assicura che viene fatto di tutto per combattere l’inquinamento.

Fonte dell’immagine POSITIVR

Potremmo immaginare di chiudere qualche sito o ridurre i numeri dei turisti oppure quotare gli accessi… ma lo stato rifiuta di pensare a tali misure, perché la baia di Halong è “il polmone dell’industria turistica” del paese.

In realtà, ci vorrebbe un anno intero senza turisti, affinché la baia di Halong ritrovi la sua bellezza… e l’economia del paese allora?

La protezione della nature o l’economia, bisogna scegliere…

Christine Lauret

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

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