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La pensione: siete davvero pronti? (parte 2)

…Ma non sarebbe una depressione post-attività?

Forse sì… Troviamo tanti pensionati che muoiono così, di colpo, senza malattia, semplicemente, dopo la “rottura”… e la frase che sentiamo spesso in questo caso è: “Non ha neanche approfittato della sua pensione, poverino!

Lei confronta allora questo famoso “profitto” e con lui, il Tempo!

Andiamo! Il tanto acclamato tempo per sé… sapete che questo «sé», trascurato da parecchio e degno d’interesse tempo fa, oggi si vendica per non essere stato curato regolarmente?

Come si vendica? Divertente!… Lo fa restituendovi per prima cosa la vista! La vista dei capelli bianchi, la vista delle rughe, di questo corpo che crolla… in breve la Vista!

E qui siamo nell’osservazione esterna, ma quella interna non è certamente migliore! Le vecchie abitudini, che possiamo chiamare psico-rigidità, persistono. I giovani si trasformano in “ragazzi scemi”. L’avarizia di parole o di cose s’installa. Allora chi desidera approfittare del tempo per occuparsi di questo “sé”? laddove questo nuovo “sé” non piace e si vorrebbe solo abbandonarlo. Smettiamola di scherzare, anche con una buona dose di narcisismo, sarebbe possibile adesso fare rifiorire una gioventù con del tempo per curarla? Qui, nelle sue orecchie, la consapevolezza del Tempo per sé suona come uno schiaffo…

Parliamo di libertà adesso. Non è semplice. Questo concetto dà gioia e desiderio solo quando è minacciato. Lei si rende conto che era l’attesa che le procurava piacere. Adesso ce l’ha. Cosa ne fa? Delle belle “dormite”? Dei pomeriggi infruttuosi? Del vagabondaggio?

Effettivamente, ci sono tante cose da “sfruttare” con questa nuova libertà, ci prova… viaggerà sicuramente. Ma quando, dove, come, lontano? Tutto sembra difficile e un’altra realtà si impone: le sue risorse materiali. Senza avviso, c’è stato un taglio netto anche qua! Tutti questi pensieri scoraggianti possono trasformare la grande tappa del pensionamento in un incubo. Ecco la libertà messa a repentaglio…

Accidenti! Ma nulla va bene? Realmente niente? E che dire dell’avere del tempo per sé? È il bugigattolo spacciato a noi pensionati come la stanza migliore, ciò che permette tutte le transazioni mentali e le opzioni possibili per renderci la vita da pensionati favolosa!

Quante volte le hanno detto “adesso hai tempo per te e per incontrare qualcuno!”. Ah sì?! Dove? Quando? Come? E perché? Col suo malessere e la sua “povertà” sarebbe in grado d’impegolarsi in qualcuno, alla ricerca di gioia nel miserabile sguardo altrui? Lei che ha spesso sentito gli altri lamentarsi della pensione a causa della vicinanza del compagno percepita come oramai troppo presente, sceglierebbe questa strada?

Lo sport, le associazioni, lei li ha provati tutti almeno 2 anni prima della “rottura”. Un tormento! Appunto, in questi luoghi s’incontrano persone che s’impegolano per divertirsi… Ah! Ma parliamo del divertimento! Nei loro assembramenti si divorano a vicenda a seconda delle circostanze e l’ostilità di cui danno prova quando vedono una nuova recluta fa venire i brividi!

No, onestamente, no… da qualunque lato cerchi di considerare la tappa della pensione, non si sente pronta, perché nessuno è pronto per questa curva che mette a disagio la testa, la pancia e tutto il corpo… Tutte le tappe della sua vita presentavano delle fasi di assuefazione e di tentativi, e si lasciava del tempo al tempo.

La pensione arriva da un giorno all’altro. Si sdraia attiva e si sveglia pensionata… senza periodo di adattamento, di apprendimento… Dunque Lei è veramente debole in materia di pensione e si rifiuta di aggrapparsi a delle chimere.

Questa realtà dell’ultima curva, qualsiasi sia la sua portata e il tempo che le occorrerà per superarla, l’accompagna ogni giorno come la sua ombra. Lei deve addomesticarla e lasciare pian piano il palco. Deve accettare di non essere più la protagonista, cogliere le nuove cose e opportunità come un regalo che fa a se stessa. Prendere il suo tempo, lasciarlo scorrere senza controllarlo.

Allora, senza tenerezza, né empatia per se stessa, anche se le manca il coraggio per fermare il malessere causato da tutti questi pensieri e constatazioni, una sola cosa potrebbe permetterle di “deporre le armi” contro il tempo che passa: invecchiare è un privilegio che non hanno tutti…

Lei va via, corre via con questo privilegio sotto il braccio… Luoghi, gente, avventure… cose, gioie, delusioni l’aspettano. Tutto quello che comporta la vita, una vita forse meno frenetica, ma che le chiede di essere un’attrice… e questo sino al suo ultimo respiro…

Fine

Rolande Murat (Traduzione Christine Lauret)

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

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