Rubrica,  Turismo

La valle di Takamaka, un tesoro che si conquista

Cascata a Takamaka Isola della Reunion

L’isola della Reunion, vista dall’alto è stata modellata dalla forza delle eruzioni del suo vulcano, dandole la forma di una torta, in cui il lievito e la cottura hanno scavato a caso dei profondi solchi.

Queste sono le sue valli strette e incassate, profonde e spesso inaccessibili.

Tra queste, c’è ne una che merita la Palma. Se nella giungla inestricabile, che ha colonizzato i bordi della valle, fioriscono tutte le bellezze vegetali dell’isola (felci arboree o meno, orchidee, longoses, cristophines, palmiste, tarot, crescione, guava), Takamaka nasconde nei suoi fianchi, dentro il suo cuore, nel suo centro, un tesoro inestimabile: l’Acqua.

Gli ingegneri hanno fatto uscire dall’isolamento la valle per inseguire la più piccola goccia d’acqua che serve ad illuminare tutta l’isola. Hanno fatto un lavoro titanico per riuscire a rendere accessibile la valle: corde, cavi, teleferica… ma soprattutto un lavoro a mani nude, machete e tanta tenacia…

Qualcuno ci ha perso anche la vita. Takamaka porta nel proprio grembo il colore del sangue che si mischia con l’acqua.

Questi «eroi» non immaginavano sicuramente che stavano aprendo la porta di questo luogo agli escursionisti «verdi» che sono arrivati, nel corso degli anni, in centinaia per valicare LA cinta muraria di vegetazione.

Quasi a forma di imbuto, questa valle si scopre in vari angoli e regala ogni volta del bello, del bello e … del bello!

Takamaka via Bélouve, Isoletta Banana

Sentiero molto tecnico, radici, gradini alti, scogli scivolosi e per superare questi dirupi, non meno di 26 scale che non vi risparmieranno le fatiche (o la gioia) dell’arrampicata oppure vi costringerà a trascinarvi sulla pancia.

Ogni muscolo del corpo sarà sollecitato, ma non solo…

Questo sentiero obbliga ad un’attenzione ininterrotta, sia per il suo dislivello che per la sua tecnicità, come anche per la sua bellezza e i panorami mozzafiato.

Alzate la testa e scoprirete vette e felci… abbassate la testa: ed avrete orchidee fiorite quasi sotto i piedi! La musica dell’ acqua vi accompagna a volte tumultuosa, a volte dolce e rilassante.

Questi 11 chilometri conducono ad una valle dove scorre un lungo fiume… non proprio tranquillo!

Per arrivare al fiume « les Marsouins », si attraversano sali e scendi interminabili di scale da cosmonauta, cinte e protette. Ci siamo! Paesaggi alla Tolkien dove ci aspettiamo quasi di poter incontrare degli elfi. Piscine naturali per una nuotata dove alcuni fortunati (forse) potrebbero anche vedere delle trote. Il tutto è vertiginoso, incantevole, inquietante tanto quanto tutta la giungla che vi accompagna durante questo trekking.

Dicono 5 ore di trekking… si…per i pazzi!! Io vi dico: non c’è fretta, godetevi il panorama!

Takamaka via «l’abondance Saint-Benoit» versione cascate!

Attraverso questa via, si arriva alla piattaforma di una centrale idroelettrica, dove cartelli segnalettici raccontano l’origine di quest’acqua.

La stessa via conduce all’isolotto Banana, ma qua è una variante molto interessante.

A sinistra, un sentiero in discesa ci porta ad una diga abbandonata. Se prima c’è stato un temporale, proseguirete su una pista un po’ scivolosa e l’attenzione dei vostri occhi di « avventurosi » dev’essere concentrata sui piedi!

Qui, l’abbondanza dell’acqua disseta madre Natura e di rimbalzo bagnerà cuori, corpi e anime, avvolgendovi in un manto umido e premuroso… Siete nello spazio magico delle cascate! Acqua dappertutto: una cortina di pioggia, vegetazione, piscine naturali…

Un tumulto d’acqua che sfreccia sulle falesie in quest’ immenso scrigno di vegetazione e un dolce mormorio di cascatelle più tenue incanteranno la vostra escursione.

E, se siete fortunati, e solo se…in quest’universo, dove l’umidità consuma tutto, poco prima di arrivare all’antica diga, sui tronchi di muschio, dei funghi «pleurôtes huîtres» vi offriranno uno show… Forse!?

Takamaka «Bras de patience»

Sempre partendo dall’Abbondanza, Takamaka vi porta in un luogo di raccolta dell’acqua i cui dirupi saranno molto più ripidi!

«Le Bras de Patience» è un percorso con delle viste mozzafiato, un fiato che già vi mancherà per il dislivello .

Dei cavi d’acciaio vi aiuteranno ad avanzare, mentre le orchidee e altri fiori delizieranno i vostri occhi.. e se avete pensato di portare con voi un po’ di condimento, il divino crescione selvatico vi pizzicherà il palato!

Questo tratto dalle gole profonde è, a momenti, scuro e luminoso. Una volta superate le scale, ci avviciniamo senza alcun pericolo, ad una cascata dal suono dolce e ad una tranquilla piscina illuminata dai raggi del sole che trovano un passaggio attraverso la ricca vegetazione.

È semplicemente eccezionale, un regalo della natura…o degli Dei !

(Trovate tutte le foto dell’articolo nella parte “shooting” della nostra rivista)

Rolande Murat (traduzione Christine Lauret)

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

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