Rubrica,  Sport

La vela, uno sport ad alto rischio?!

La vela è un’arte non accessibile a tutti, l’ho scoperto quest’estate mio malgrado. Vi spiego…

Sapete com’è, ogni tanto, mi entusiasmo per uno sport e voglio provare, vedendomi già in cima al cartellone ancor prima di iniziare?!…

Dopo aver assistito per caso a una regata mentre ero in spiaggia, ho preso la decisione di dedicarmi alla vela.

Che eleganza queste barche che sorvolano l’acqua! Portate dal vento che gonfia le vele e le fa somigliare a palloncini multicolori sparpagliati nell’aria, correndo l’uno dietro l’altro come bambini gioiosi in un giardino pubblico.

La velocità, i colori, la delicatezza: tutto mi ha conquistata!

Sì! Da domani m’iscrivo in un club di vela e a me i grandi spazi e il mare!… voglio sentirmi leggera come un gabbiano.

Ed è cosi che mi ritrovo al centro nautico e inizio subito una lezione di vela con l’istruttore: Marco … solo per lui, sono sicura di riuscirci! Bello?… no, assolutamente no. È MA-GNI-FI-CO! Un Apollo! Abbronzatissimo, con questa pelle indurita dal sole, dai lineamenti marcati dei marinai, da uomo vissuto, esperienze, storie… Insomma, se non l’avete capito, è cosi che mi piacciono gli uomini!

«Mettiamo la barca in acqua» mi dice Marco. Si certo…ma come? Chi deve portarla? Io?

Si mette lui da una parte e mi fa capire che devo mettermi dall’altra e subito senza avere il tempo di dire «Bah» solleviamo l’imbarcazione e la trasportiamo… piuttosto la trainiamo fino al bagnasciuga.

«Signora, deve mangiare un pò ! C’è bisogno di forza nelle braccia…»

Ah! Le mie braccia! ricordate? Sempre loro, di gomma…per non cambiare! Colpita! Ingoio e faccio finta di niente.

Eccoci sull’acqua. Allora, a parte i termini velici che non mi entrano in testa, faccio tutto al contrario. Marco, con una grande pazienza mi aiuta, una, due, tre dimostrazioni, m’impegno, realmente… così tanto che, finalmente, riesco a gestire il fiocco! (la vela di prua). Troppo felice per questa conquista, sorrido e guardando Marco spero di vedere sul suo viso un segno d’incoraggiamento…

Ahimè! Che cosa ho fatto! L’imbarcazione gira, il boma anche e mi colpisce frontalmente, mentre sento (o sogno) Marco dire «Attenzione!»

Il quadro: io in acqua, stordita, non capisco cosa sia successo… è stato tutto istantaneo. La barca si allontana. Marco grida: «come stai? Tutto bene?». Si certo, è solo acqua! Agita la mano e mi fa capire di non muovermi, si avvicina lui… Io?… Ragazzi, credetemi, ero quasi contenta di essere caduta! Perché? Finalmente «LUI» si preoccupava per me! Mi raggiunge in un lampo. «Stai bene? Sicura, stella?…»

Sono io che vedo mille stelle quando lo sento chiamarmi così! Mi sento le ali crescere, afferro la mano decisa che mi dà e mi lascio portare a bordo, scherzando dico: «Avevo un po’ di caldo, desideravo l’acqua …». Ma dallo sguardo impaurito di Marco noto che qualcosa non va… scopro allora che i bordi della barca sono rossi, sporchi di sangue…di sangue? Ma di chi è? Nel giro di qualche secondo Marco mi tiene già vigorosamente e mi prende la testa tra le sue mani…

Adesso capisco tutto, lo sguardo, la prontezza, la preoccupazione… non era per me, ma per il taglio nel sopracciglio che il boma mi ha fatto. Sanguino come non mai. Secondo lui Il taglio è piuttosto profondo.

«Niente da fare stella, mi dispiace ma hai bisogno del pronto soccorso, si deve suturare questo taglio… non vorrei che rimanesse una brutta cicatrice sul tuo bel viso!…»

Non mi ricordo nient’altro se non la fine di questa frase «bel viso»… sono tra le nuvole. Sdraiata sul fondo della barca, con Marco che ogni tanto mi tocca la spalla ripetendo come per rassicurarsi «Andrà tutto bene, vedrai…». Il viaggio di ritorno in barca, la strada fino all’ospedale… tutto è stato un sogno. Marco, oltre a essere un bell’uomo, si è dimostrato premuroso, carino e non mi ha mai lasciata sola, neanche un momento… ore di attesa in ospedale, ma potevo aspettare ancora di più; tanto… ero in buona compagnia!

La mia carriera da velista si è fermata qui. Mi sono resa conto che preferivo gli uomini allo sport!…

Vi dico solo che la storia non si è fermata qua… Al posto della vela, ho testato un velista!…

Christine Lauret

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

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