Natura,  Rubrica

L’Arenal, un vulcano iconico

Arenal, vulcano del Costa Rica

I ruggiti della «bestia» si fanno ancora sentire. Sputa il fumo come un drago mezzo addormentato. La terra trema attorno, quando russa il mostro…

Lui è Arenal, il vulcano più attivo del Costa Rica.

53 anni fa

Lunedì 29 luglio 1968, alle prime luci dell’alba, la terra si è ribellata. Dopo 500 anni di sonno, il suo grembo ha voluto vedere il sole e con un potente starnuto ha espulso rocce, lava fusa e ceneri durante tre giorni tragici.

Tragici perché sui versanti del vulcano dormiente c’erano: la foresta tropicale, le culture, ma anche il bestiame e gli uomini ci vivevano… In men che non si dica, tutti sono stati sepolti dal magma. Per giorni i gas tossici provenienti dall’eruzione hanno saturato l’aria, soffocando i numerosi membri della squadra di soccorso che hanno perso la vita.

Tre borghi sono stati cancellati dalla mappa: Tabacon, Pueblo Nuevo e SanLuis… Spariti! Lo stato di emergenza è stato annunciato dal presidente della repubblica e tre giorni di lutto sono stati proclamati. Una catastrofe naturale…

Oggi

Qualche volta la natura si fa sentire e prende delle vite come per farci ricordare che non siamo i maestri della terra.

Però, quando prende qualcosa, regala anche molto in cambio.

In effetti, lo spettacolo dell’Arena che sputa, vomita e ruggisce è durato 42 anni.

42 anni in cui, passati il lutto e le paure, la vita si è organizzata nei pressi “dell’attrazione”. L’Arenal ha portato lavoro, turisti, miglioramenti di vita per tutti attorno allo show, dove il protagonista principale era lui. Per quasi un mezzo secolo, ha regalato uno spettacolo grandioso a turisti e scienziati venuti a contemplarlo.

Lo spettacolo

Una barriera di lava fosforescente si erigeva davanti a un pubblico già conquistato. La nebbia alzava il sipario e il primo atto si svolgeva sotto gli occhi meravigliati e spalancati di fronte allo show. La folla si entusiasmava per ogni respiro della terra. Lei dava tutto ciò che aveva nella pancia, approfittando degli spettatori presenti per dimostrare la sua potenza.

Giocava la carta della seduzione su tutti i fronti. Più il pubblico era importante, più aveva la fortuna che si parlava di lui. Allora non smetteva di lanciare il magma in fusione, voleva fare il pienone e prometteva tanti altri atti.

Un lungo mantello rosso scivolava sui versanti, lasciando nella sua scia una nuvola di fumo in sospensione. Andava avanti inesorabilmente in questo deserto di lava, dove l’unica vita era il respiro della terra che a volte tossiva, sputava, ruggiva, avvolta da una luce soprannaturale quando arrivava il tramonto.

Donna Natura

Donna Natura ha tanto da regalarci e se qualche volta gioca alla Diva, possiamo solo essere spettatori e applaudire.

Oggi l’Arenal sonnecchia, il parco attorno a questo cono quasi perfetto è ricco di fauna, flora, acque termali, cascate…

É diventata una delle destinazioni di maggior pregio, dove prima c’era solamente agricoltura e bestiame…

Grazie Donna Natura!

Christine Lauret

(Lettrice et correttrice Anja Riemann)

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