Working Passion

Le favolose bacchette di Paolo Dall’Aglio

Paolo Dall’Aglio

Uno sguardo all’orologio, ore 20… già 2 ore che sono seduta davanti a un caldo tè al limone (ormai freddo), ad ascoltare le confessioni di Paolo… Non mi lascia dire neanche una parola. Ha deciso di raccontarsi, allora prende le redini e va. A questo punto, metto da parte le mie domande e lo seguo…

Ma riprendiamo dall’inizio.

Ho scoperto Paolo mentre assistevo al «sound check» di un gruppo prima del concerto.

Era lì, nella corsia tra le poltroncine di questo piccolo teatro.

Vagava per conto suo.

La testa leggermente inclinata.

Un passo avanti, due indietro, perduto nelle sue riflessioni…

In realtà no… Dopo qualche minuto il verdetto è emesso: «troppo forte il basso… non si sente la chitarra… la voce va bene…». Dava dunque un’idea della sua professionalità, ma anche del suo orecchio sicuro.

«Adesso va bene! Chitarra perfetta, piano ok, il basso pure, la voce giusta come si deve e la batteria… ah, come mai non la sentiamo?! Ah, giusto, Paolo non è sul palco!…» dice con un mezzo sorriso.

Parla di lui in terza persona… ha un pungente senso dell’umorismo il signor Paolo! Sotto un aspetto placido, non può smettere di fare dell’umorismo mentre i musicisti sono tesi sul palco…

«Guardiano» del tempo

Sulla sessantina… è di quei batteristi che sanno dosare la loro parte. Sa inserire il feeling, il groove. Discreto quando si deve, sostiene la melodia, ed è all’ascolto degli altri strumenti. E comunque, questa sua discrezione, non gli impedisce di essere deciso con delicatezza e creatività e con una tecnica ultra «pulita». Paolo riesce a dare colore alla musica, dovreste vederlo sul palcoscenico: occhio attento, sempre sul chi va là. Non pensate che sia stressato, no, piuttosto anticipa, prevede, sempre all’ascolto della minima variazione… ma con serenità, sicurezza, fiducia, che rassicura tutti. Quando la coesione di un gruppo dipende delle bacchette di Paolo, di sicuro, non ci si dovrà preoccupare!

Una vita da nomade

Paolo ha vissuto la sua vita. Ha girato e conosciuto il mondo…

Lascia Pisa a 20 anni e decide di andare in Danimarca, dove ci sono le migliori scuole di musica… e le ragazze! Sale in auto, guida 21 ore e… si ferma in Danimarca, dove suona tutta l’estate.

Poco tempo dopo, torna in Italia che lascia definitivamente per sistemarsi in Svezia. Norvegia, Danimarca, Inghilterra, Scandinavia… naviga tra i paesi nordici, suona con i più famosi artisti negli show TV, in concerto o registra dischi: i Platters, Frida del gruppo ABBA, Robertino… e tanti altri che hanno potuto godere del suo talento. Coglie tutte le opportunità, ha capito che è nel posto giusto, al momento giusto e non tornerà in Italia, se non occasionalmente, per la disperazione dei suoi genitori che avevano altre ambizioni per il proprio figlio unico!

Si susseguono i tour, vive qualche tempo in Inghilterra e si sposa con una danese, divorzia e soccombe al fascino di un’altra scandinava, torna in Danimarca e sposa, guarda caso, una sarda. Scherzo del destino? L’Italia lo segue… Si lancia allora nella fotografia, mettendo la sua carriera di batterista in stand by. Non dura molto… viene raggiunto dal suo talento che i musicisti professionisti riconoscono immediatamente. Alla fine, riallaccia con il suo primo amore: la musica.

Un’altra pagina

È un Don Giovanni!?… Se do retta alla fiamma che vedo nei suoi occhi, potrei affermare che lo è stato… ma non ha perso il suo fascino, anzi…! Adesso è calmo, zen, gli piace la pace mentale. Non si è «ritirato» in Sardegna in una casa carina in mezzo ai campi per ritrovarsi? Ha trasformato il posto in un «porto sicuro» nel quale divide le sue giornate tra meditazione, musica classica, libri… e lezioni, ripetizioni, concerti. Tanto vale dire un’agenda piena di impegni! Sembra realmente felice di questa vita, e lo conferma dicendo: «Quando apro gli occhi al mio risveglio, il mio pensiero è che la vita mi ha viziato, ho tutto ciò che desideravo…»

Ci credo, emana una forte energia positiva. Non fa parte di quei musicisti che vi «succhiano», che vogliono essere protagonisti, anzi… è come se avesse vissuto molte vite per dare questa sensazione di completezza, di quiete, di benessere. Gli piace la sua casa, la sua città, la pioggia, il sole, tutto gli va bene, sa apprezzare gli umori del tempo. Ama la Sardegna, quest’isola un pò «aspra e selvaggia» come i suoi abitanti. Adora questo lato «animale» dei suoi consimili. Andare all’essenziale, riconoscere le priorità della vita, è diventato il suo motto. Ha scoperto questi valori in Groenlandia, presso quei popoli rustici.

I live the way I want

Il pubblico che urla, lo sfarzo, la vita frenetica, ha abbandonato tutto. Paolo ha già vissuto questo e preferisce il suo rifugio, la sua vita di «asceta» dalla quale tiene lontano ogni negatività. È così che ha indossato il suo costume da solitario e vive la vita che ama.

I suoi hobby? La musica, ovviamente, la lettura, ma non gli parlate soprattutto di sport, vi ride in faccia: «Odio lo sport… so che dovrei farne, ma non m’importa di vivere più tempo, I live the way I want!»

Sensibile come possono essere solo i veri artisti, appassionato di free jazz e di musica classica, Paolo è un purista che vive in accordo con i suoi desideri, senza mai preoccuparsi di ciò che gli altri possano pensare di lui. La musica è la sua vita e ci si dedica ogni giorno in qualunque modo.

Dopo aver passato del tempo vicino a questo «fenomeno», vorrei condividere con voi una riflessione: se potete vivere in accordo con i vostri desideri, fatelo, non aspettate!

Accanto a Paolo, ho avuto la prova che la chiave della felicità e della gioia è desiderare ciò che si ha

Avevo un appuntamento con un musicista, ho incontrato un filosofo…

Christine Lauret

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