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Libro: La Notte in Fondo al Mare

Sinossi:

Laura, maestra in pensione tormentata dai ricordi scopre, in una libreria, il romanzo autobiografico di Grazia, sua alunna che non vede da trent’anni. Mentre attende di incontrarla, riflette sul senso della vita e sul tempo che passa. Grazia è una neuroscienziata affetta da una seria forma di depressione, che combatte con una strana mania: seppellisce, colta da un irrefrenabile impulso, libri sotto gli alberi, come per colmare il vuoto di conoscenza del mondo. Studia in laboratorio il caenorhabditis elegans, un microscopico verme nematode che sta alla base dell’evoluzione nervosa degli esseri viventi, avendo solo 312 neuroni, contro i dieci miliardi degli esseri umani, e che è in grado di fare una cosa semplice, la più semplice di tutte: allontanarsi, all’occorrenza, dagli ambienti tossici e dalle situazioni ostili. Nel frattempo, tra vicende familiari e sentimentali, Grazia studia le cause neurologiche del pregiudizio, della xenofobia, del razzismo, evidenziando il ruolo dell’amigdala, un piccolo organo a forma di mandorla che si trova alla base del cervello, che può essere stimolato da una pervasiva, martellante propaganda, al fine di ingenerare ansia collettiva e psicosi sociali. Ma non tutti, tra i suoi superiori, condividono questa ricerca. I protagonisti della storia, alla fine, si trovano a confrontarsi con le implicazioni umanitarie dei loro gesti e delle loro azioni, e con la capacità degli esseri umani di determinare il proprio destino, individuando il confine tra la giusta determinazione e l’inutile ostinazione.

Cio’ che ci è piaciuto:

Un libro ricco di insegnamenti. L’autore affronta tanti argomenti delicati: l’amore, il razzismo, la depressione, ma ha anche una visione del mondo senza trucco: “Una sorta di mostro tentacolare aveva invaso il corpo degli uomini, rendendoli schiavi del consumismo…”. Le parole sono forti, ci segnano, “La dittatura…” la sentiamo nel nostro io più profondo quando Fiorenzo Caterini ne parla. Il ritmo delle sue frasi scandite, tagliate ci fanno ansimare come se corressimo in questa vita pazzesca. Uno stile che rende il lettore attivo, partecipe e che non può lasciarlo indifferente ai problemi del mondo.

Un libro che fa riflettere. Sono tanti i passaggi che avremmo voluto condividere con voi, però in questi tempi di guerra, forse la scelta giusta è il passaggio successivo:

“Al male bisogna oppore l’amore…. la cosa puo’ apparire banale, ecumenica… ma nel concreto, chi ha ottenuto in questo mondo i migliori risultati?… Gandhi, Martin Luther King, Antonio Gramsci, Nelson Mandela, Thomas Sankara. Domandati che metodo hanno usato per migliorare le condizioni di vita del loro popolo e dell’umanità… i risultati li hanno raggiunti, concreti, tangibili…”

Col suo primo romanzo Fiorenzo Caterini dimostra di non essere solo un saggista, ma di avere dentro di sé anche la vena della scrittura.

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