Parolaggio,  Rubrica

“Manah-bana-mama-Panama…

Foto di Here and now, unfortunately, ends my journey on Pixabay da Pixabay

“Manah-bana-mama-Panama…”

Un titolo strambo e insensato?
Non saprei dirvelo. So solamente che dandomi il “la!” per questo articolo con la domanda: “cosa fa rima con Panama?” le parole manah-manah, banana e mamma sono tombolate giù di fila. Sono emerse dalle profondità del mio iceberg parolaggistico, per cui vale la pena sbucciare questa strana patata per trovarne il senso nascosto…

Nessuna associazione accade per caso, anche se per abitudine diamo poco peso alla voce del nostro inconscio. La mente creativa ragiona in modo diverso da quella razionale e troppo spesso ne scartiamo la voce. In parolaggio voglio dare spazio, tempo e vita, invece, alla ricchezza degli abbinamenti apparentemente fortuiti della mente creativa e scoprire nuove connessioni, associazioni alle quali la ragione non potrebbe mai attingere in modo diretto. È troppo controllata per cedere il posto al gioco!

Peccato! Perché il gioco è capace di liberare la mente! La quantità di intuizioni aumenta con il numero di parole e di esperienze a nostra disposizione. Il titolo “Manah-bana-mama-Panama” è necessariamente frutto di una mente adulta che si diverte con le parole, ma in assenza di filtri, lasciando fluire il tutto come se fosse infantile, interpellando la razionalità solamente a ritroso, per mettere insieme i pezzi del puzzle che l’inconscio ha sputato fuori.

Cara parte razionale, spiegami dunque come siamo arrivati al presente titolo?
Un bambino di 6 anni sa cosa sono le rime, anche se verosimilmente ignora cosa sia il Panama.
Conosce il significato di mamma e di banana. Due parole con le quali ha familiarizzato da tempo. Fanno parte della sua quotidianità, nella quale ogni termine corrisponde a una cosa o persona, comprese le emozioni come la gioia e la tristezza.
La musica è un veicolo immediato per le emozioni, e considerando la curiosità infantile, è probabile che insieme a mamma e banana, molto presto sia arrivata alle orecchie anche la canzone Mah-na-Mah-na dei Muppets https://youtu.be/zb47CstE7R4 ! Un vero tarlo, privo di senso, ma ricco di allegria, colori e movimento. Con la sua demenzialità, questa cantilena ha fatto il giro del mondo, resiste nel tempo e illustra come il suono può prevalere sul significato, sopravvivendo ad esso.

È ciò che è accaduto alla parola banana!
Questo termine viene definito un mistero dalle tracce incerte, eppure la parola ha attraversato il globo! Pensate che dopo la mela, la banana è il secondo frutto più consumato al mondo e la cosa curiosa è che mentre la mela si traduce con tanti vocaboli diversi – Apfel in tedesco, pomme in francese, manzana in spagnolo, cambiando persino il genere – da secoli, in moltissimi luoghi, la banana conserva la sua identità femminile e riconoscibile: Banane in tedesco, banane in francese, banana in spagnolo e in portoghese.

Andando a caccia dell’origine del nome di questo frutto, pare che sia stata importata dai portoghesi, popolo di navigatori. Lo hanno pescato lungo le loro rotte commerciali e portato a casa dalla lingua africana wolof. Altri presumono che potrebbe essere arrivata nel nostro vocabolario dall’arabo, dove la parola significa dito. Qualunque sia l’ipotesi corretta, la banana è sulla bocca di tutti e uno dei frutti che le mamme scelgono con predilezione, quando passano dall’allattamento alle prime pappe. Sarà per questo che nel titolo è emerso bana-mama?

La banana fa parte del “mammese”, quella lingua che usiamo con la mamma sin da piccolissimi. È un linguaggio eterno, semplice, ricco delle nasali N e M che abbiniamo al suono più semplice che esista: la “A”. A proposito, oltre al concetto universale di cosa sia una mamma e al fatto biologico che i bambini nascono dal grembo materno, anche la parola mamma esiste ovunque! Nei primi mesi di vita, la parola “mamma” ci rende tutti uguali, incarnando il concetto di parità e uguaglianza! La mamma è la Mama in tedesco, mum in inglese, mama in olandese e anche in cinese è uguale. Fantastico l’eskimese: sembra quasi unire mamma e banana, poiché traduce mamma con anana.
Ignoro, se nell’estremo nord dell’Alaska si mangino le banane, ma l’associazione è divertente…

Infine: Panama finisce con “ma”.
MA.
Razionalmente spiegherei che MA è una coniugazione che introduce una principale, sta dopo la virgola e per il nostro cervello annulla l’importanza di tutto ciò è stato detto prima del “ma”, qualunque cosa abbiate detto. (Il mio consiglio tra parentesi: usate il “ma” in modo consapevole e cauto, scegliendo piuttosto la coniugazione “e” se volete che il peso di ciò che dite nelle due porzioni di una frase sia equilibrato.)

Se fossi un’esperta di mantra, potrei dirvi che il MA fa parte del mantra per la guarigione.
La sillaba MA crea un’onda sonora e il suono è energia. Nei mantra, la combinazione di suono, ritmo, tono e significato purifica la mente. Ci permette di connetterci con la nostra natura più profonda, poiché agisce direttamente sull’inconscio.
E se fosse questo il messaggio più profondo del titolo inconscio “Manah-bana-mamma-Panama”?

Anja Riemann

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