Natura,  Rubrica

Messa in scena del Mare di Loth

Il mare morto

Cleopatra, il re Davide, la regina di Saba, il re Salomone, i faraoni … tutti hanno approfittato delle sue virtu, sia per l’imbalsamazione sia per la cura della pelle.

Erode creò qua, la prima stazione termale del mondo: una SPA naturale. Vogliamo parlare del Mare Morto.

Fonte: les covoyageurs

Qualche giorno fa, Spencer Tunick, fotografo plastico americano che ha l’abitudine di fare composizioni fotografiche con centinaia di volontari nudi nei paesaggi urbani, ha deciso di mettere in scena il mare morto. Donne e uomini nudi, tutti dipinti di bianco, hanno posato nel paesaggio lunare del mare morto. Spencer voleva esprimere la vulnerabilità del corpo umano di fronte alla natura, ma anche della natura di fronte al corpo umano.

Corpi bianchi per farci ricordare: l’episodio biblico della moglie di Loth, trasformata in una statua di sale in questo posto e anche gli scogli di sale che appariscono di qua e di là nel paesaggio del mare morto.

Foto Spencer Tunik – Mare morto
Foto Spencer Tunik – Mare morto
Foto Spencer Tunik – Mare morto

Come mai questa scelta? Sarà perché il mare morto è minacciato?

Fermiamoci un attimo davanti a questa meraviglia del mondo e scopriamo la sua storia…

Il mare di sale o mare della pianura, come dice la Torah o ancora il mare di Loth secondo gli arabi è in realtà un lago con una concentrazione di sale 7 volte più alta rispetto al solito. Viene alimentato dal fiume Jourdain ormai ‘sovrasfruttato’ dai paesi limitrofi. Le sue acque non bastano più per mantenere lo stesso livello, il quale si abbassa di oltre un metro all’anno a causa dell’evaporazione e dello sfruttamento dei minerali. Un terzo del mare è oggi sparito…

Eppure il mare morto ha un valore storico, biblico, naturale, turistico, medico e industriale.

I suoi minerali sono usati per fabbricare prodotti chimici come il cloruro di potassio, magnesio e sodio, il bromo, sali industriali, sali da tavola e da bagno. Con i suoi 3 milioni di potassio estratto, le fabbriche del mare morto sono le più grandi produttrici e fornitori di potassio al mondo.

Il mare morto è un tesoro inestimabile per il pianeta. Come possiamo lasciarlo sparire senza alzarci per difenderlo?

Davanti ai nostri occhi si sta verificando un disastro ecologico. Nel 1960, il punto più basso del lago di Loth era 392 metri sotto il livello del mare. Oggi, scava il suo record con meno 432 metri… e non finisce qui!

La casa di Moussa Salim era a 10 minuti dal mare negli anni 60, oggi deve caminare 1 ora per arrivarci… queste enormi distese sono costellate di doline: buchi di sprofondamenti che minacciano le infrastrutture intorno al mare. Alberghi, centri di benessere, case, strade, ponti… Da un momento all’altro, tutto può essere distrutto come un castello di carte e seppellito.

Foto Amir Cohen
Foto Amir Cohen

Dall’antichità, queste acque leggendarie accolgono uomini e donne alla ricerca del benessere. Possiamo essere insensibili alla scomparsa di un tale patrimonio? Non c’è un modo per tenere vivo uno dei posti più mitici al mondo?

«Solo il mare può riempire il mare»

È nato un progetto faraonico: scavare su 180 chilometri un canale dal mare rosso al mare morto, con un costo di 10 miliardi di dollari…. Un prezzo cosi importante che per il momento nessun accordo è stato preso… purtroppo!

Progetto del canale tra mare rosso e mare morto/ Evoluzione del mare morto da 1960 a 2050

Io continuo ad ammirare il sito. Un’acqua limpida, azzurra, circondata da falesie di un rosso-ocra.
Non c’è neppure il più piccolo alberello per proteggerci dal sole, nessuna pianta, né fiore o erba, pochissima sabbia e solo acqua, sale e vento… Nonostante tutto, il paesaggio lunare che si estende davanti ai miei occhi offre la bellezza sovrannaturale di sponde brulle con una terra ardente. Un passo avanti, i piedi in equilibrio sulle pietre affilate, entro in acqua. Una sensazione di freschezza, di dolcezza, l’aria è pura, rilassante, mi sdraio nel mare e… magia! Galleggio… nuoto nella stessa acqua del re Davide, ma 3 mila anni dopo!

Ma davvero, è possibile lasciare svanire un luogo così famoso e cancellare una pagina della nostra storia?

Mare morto

Speriamo che il mondo ascolti Najib Abou Karaki, professore dell’università della Giordania ad Amman che ha dato l’allarme già anni fa.

Auguriamoci che il canale della pace «mare rosso-morto» nasca presto, purché il mare morto continui a vivere per i nostri occhi e la nostra salute.

Christine Lauret
(Lettrice et correttrice Anja Riemann)

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