Culture,  Numerologia

N° 12

L’Arcano Maggiore N° XII: L’Appeso

L’Appeso

Cosa avrà mai di buono una carta dal nome l’Appeso?

Appeso a un filo…
Appeso alla croce…
Appeso a testa in giù, da dove osservare la realtà da una prospettiva diversa…
A penzoloni, insomma, come il pendolo che col suo incessante tic-toc-tic-toc, un pò di qua e un pò di là, non sosta mai né a destra, né a sinistra, incessantemente e nel mentre avanzano le ore, 12 per l’appunto proprio sul quadrante dell’orologio… e qui, qualcosa incomincia forse a quadrare col numero 12!

12 sono le ore, 12 i mesi dell’anno e a 12 anni il bambino diventa adolescente, attraversando una fase di transizione in cui non è né carne, né pesce… il corpo si trasforma e arrivano il ciclo, i primi peli della barba, le rotondità, tutto ad un tratto, guardiamo il mondo con occhi diversi, ci stacchiamo dai genitori per andare verso la nostra identità di donna o uomo, ma ancora non siamo convinti veramente, titubiamo, tentenniamo, indugiamo, eppure qualcosa ci spinge lontani dalla base… e andiamo avanti così per un pezzo, alla ricerca della nostra sessualità.

12 sono gli apostoli, scelti da Gesù col numero pari alle tribù di Israele e alla croce n° 12 della Via Crucis ritroviamo Gesù appeso alla croce, deceduto. Ciò rende la carta dell’appeso una carta “cristica”, associabile alla passione di Cristo, ricordando il duplice significato della parola “passione”: la passione di Cristo e quella degli innamorati, dell’eros, del n°6! Nel 12 rincontriamo il 6 raddoppiato e trasformato nell’Amore di Cristo per l’Umanità. And last but not least: a 12 anni Gesù lascia la casa del padre e va oltre. Prende la sua strada e porta la parola del Padre al mondo.

Nel gioco, 2×6 significa pariglia! Coppia di dadi, di carte, e pensando alla carrozza tirata da una bella pariglia di cavalli uguali, per un bel pezzo di strada, a 12 anni ci sentiamo trainati come da due parti uguali di noi, ancora apparentemente identiche, ma pronti per la trasmutazione del bambino nell’adulto.

Siamo innegabilmente legati e attratti dal fascino dei numeri. Anche senza saperlo, talvolta ci parlano, ci chiamano e si fanno sentire, perché sono parte integrante di noi. Per questo, nel sentiero dei Tarocchi, i numeri ci possono toccare da molto vicino, specialmente se si tratta di un numero che avete nella vostra mappa dei talenti…

Ma vediamo per adesso cosa dice concretamente il numero 12.
Le sentenze dell’appeso sono: “Io vedo” e “io mi distacco”.
Egli vede, ma in maniera diversa dagli altri, a testa in giù e quindi in modo anti-convenzionale e fuori dagli schemi. Infatti, se il 12 vi appartiene, per esempio perché siete nati a dicembre o il giorno 12 del mese, sarete capaci di dare una risposta diversa rispetto alla vostra genealogia. E non vedete l’ora di farlo!
Siete come il neonato che viene al mondo a testa in giù per portare un’innovazione!

Le genealogia è come l’albero dal quale pendete e al quale siete legati con una corda che vi tiene alla caviglia, non al collo, ovviamente, perché diversamente soffochereste. Suo malgrado, il 12 resta legato alla sua genealogia e incarna perciò il principio della non-accettazione del genitore per il quale si sacrifica! Il 12 è colui che si attiva a fare, ma senza esserne cosciente, egli agisce al servizio del clan, anziché al servizio del mondo.

Nel 12, la spinta di volersi dis-identificare dalla propria genealogia è intensa. Ambisce andare oltre!
Sta appeso, perché aspetta, ma aspettando, si sacrifica. Sacrifica la sua genialità e il suo potenziale attraverso il legame col clan: la corda, ricordate? Allora il 12 sente la spinta di voler superare il genitore per contra-proporsi al clan! Ed eccoci nel bel mezzo del pendolo: tic-toc-tic-toc, un pò di qua, un po di là…

Liberate il vostro 12 e vivete la vostra genialità! L’appeso è la carta del genio, colui che vuole andare oltre, andare via per liberarsi e trascendere il clan, scoprendo che nel momento in cui lo trascende, non ha più nemmeno bisogno di andarsene. Il 12 vi fa dunque uscire dagli schemi familiari, attraversare le vostre paure e riconciliare col genitore. Invece di scappare, siete capaci di trovare una nuova soluzione. Portate la vostra visione nel mondo, attuate un cambiamento e smettete di dirvi di appartenere al bisogno altrui, poiché è un servizio che non vi è richiesto e dal quale nessuno vi salverà, se non lo decidete voi.
Al n° 12 servono problemi per poter trovare soluzioni. È un processo che corrisponde alla sua natura.

E cosa accade, quando il 12 entra in conflitto con se stesso?
Fuori asse, il 12 non sa dare valore a se stesso e chiede il parere agli altri per giudicare la propria visione. Si distanzia dal dolore, tende a lamentarsi con ciò che è successo e talvolta si piange addosso, perché c’è qualcosa da cui non è ancora riuscito a dis-identificarsi. E se da una parte, il 12 in funzione è un grandissimo ascoltatore, quando perde l’equilibrio, si ripete costantemente qual è il problema conflittuale, anziché sentire il suo cuore.

Eppure per dare ascolto al cuore, l’appeso è proprio nella posizione ideale per farlo e quando tutto è come dev’essere, insegna anche agli altri la grande dote dell’ascolto. Come? Metaforicamente e praticamente a testa in giù, dove il battito cardiaco si sente meglio! Guardate la carta da vicino: scoprite l’orecchio?

Le patologia caratteristiche del 12 sembrerebbero essere il colesterolo alto, la celiachia e l’astigmatismo, quest’ultima, perché l’appeso dice “Io vedo”, ma diventa astigmatico quando distorce la realtà e poi? Poi il 12 è facilmente alle prese con le malattie auto-immuni. È colui che vuole superare e abbandonare la sua genealogia, laddove per lui l’idea del distacco equivale, allo stesso tempo, alla paura dell’autodistruzione. Resta in balia al movimento del pendolo, il quale lo conduce persino alla paura di avere figli, poiché avere un figlio significa sacrificarsi! Ritorna a galla il sacrificio di Cristo per l’Umanità!

Cari numeri 12, ascoltate dunque il vostro prezioso cuore e liberate la vostra genialità! Siete nati per dare una risposta evolutiva che le vostre memorie paterne non hanno saputo dare e l’universo vi aspetta!

Anja Riemann

Fonte dell’immagine e per approfondire: http://www.sentierodeitarocchi.it/lappeso/

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