Rubrica

Nuoto… o seduzione?

Argento vivo, energia pura, ecco cos’ero io prima. Prima di che? Prima di rendermi conto che la legge di gravità è valida anche per me… i seni, le guance, i glutei…tutto è irresistibilmente attratto dal suolo…ma che roba è mai questa?

Mentre il mio petto baldanzoso era un’attrazione, oggi gli Wonder bra mi aiutano a combattere questo mio cedimento sconveniente. Decido di buttarmi in acqua e praticare l’aquagym che mi aiuterà a rassodare tutto ciò che scende…

Andiamo allora, facciamo un giretto alla Decathlon dove è imperativo l’acquisto di costume da bagno degno di questo nome (non posso comunque indossare il bikini piccolo dell’anno scorso e non oso nemmeno provarlo!)

Tornata a casa, preparo rapidamente il sacchetto della piscina e per battere il ferro finché è caldo mi dirigo subito verso la vasca da nuoto più vicina, dove mi han detto che si tiene un corso.

 Le belle giornate son tutte là, ma ancora non c’è piena affluenza, tanto meglio! Uscita dagli spogliatoi confinata in un costume da nuotatrice olimpionica (e questo è tutto ciò che ci sarà di olimpionico!), munita d’una cuffia da bagno, che è un puro tributo a Kojack e occhiali da nuoto, ho tutta l’aria del pigro Sid nell’era glaciale, ve lo ricordate?

Passando furtivamente raso al muro mi ripeto che nessuno mi riconoscerà mascherata come sono.

Arrivando al bordo della vasca, mi unisco ai corpi tremolanti di alcune vecchie in avanzato stato di decomposizione… È uno spaccio di pelli flaccide e rugose o che mai altro può essere? Non dirmi che seguiranno il corso di aquagym con me?!!!

Tutte sovraeccitate, il sotto braccio incartapecorito e la tavoletta al fianco, cominciano a blaterare in attesa del maestro di nuoto. Mi unisco a loro con fare piuttosto scontroso, dicendo tra me e me che la prossima volta passerò ad un altro corso e a un’altra piscina, quando ad un tratto sento alle spalle una voce maschile gridare: 

“Buongiorno, mie signorine! Pronte per un giro di vasca?”

Mi volgo in dietro e… Wow !   IL maschio, quello vero, il prototipo del maestro di nuoto, un sapiente miscuglio tra Brad Pitt e Johnny Weissmuller, si pone davanti a me abbozzando un sorriso. Entro nel mio guscio, mi perdo in mezzo a tutte le donne presenti pregando che non mi veda. Ma il ragazzo conosce il suo mondo! <<-Oggi abbiamo una “new entry”, Come dovrei chiamarti?»

Vorrei risponderle: << Chiamami nonna, andrà tutto bene, tanto mi sento brutta e ridicola in questo momento, ma rispondo stupidamente: Mathilde»

“Benvenuta Mathilde! Dai, andiamo signorine, facciamo un giro correndo, e sollevate bene le ginocchia…”

Ed ecco questo sciame di donne mature che si mette in moto tutte incolonnate come un’unica persona, ognuna facendo del suo meglio per… No, non credete che facciano del loro meglio per rafforzarsi i muscoli, fanno del loro meglio per LUI… Questa creatura che ci adula dal bordo della vasca, con il corpo lucido, i muscoli sodi, il volto angelico e la sua ostinazione a chiamarci «signorine» mentre la media d’età sfiora i settanta anni, sì, questa creatura è capace di farci fare cose che mai avremmo immaginato di poter fare…

Dopo un’ora ad un ritmo frenetico, quando l’energia comincia a scemare, Mattéo (questo è il nome di tale Dio greco!) scende nella vasca con noi: «seguitemi», dice.

Seguirlo?? Ma alla fine del mondo e in ginocchio saremmo tutte capaci di andare per questo Apollo!

Il momento più difficile è stato tirarsi fuori dall’acqua e camminare, senza pensare, davanti al nostro insegnante di aquagym: stringere le chiappe, portare indietro la pancia, gonfiare il petto, sollevare il mento, togliere quei pensieri ingombranti dalla testa e far sembrare lo sguardo naturale e dignitoso, nella speranza di carpirne uno sguardo, una nota, una parola di incoraggiamento. E se questo succede, allora è una cuccagna, andiamo a casa con la testa persa tra le stelle, decise a non toccare più la scatola di cioccolatini e a fare addominali tutti i giorni per stupire il Signor Dio Greco alla prossima lezione…

Mai stato così semplice lo sport, metteteci un bel “Riace” e ci sentiremo tutte ben motivate

Christine Lauret (Traduzione Inès Cireddu)

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