L'angolo Dei Lettori,  Rubrica

Parole al vento

Photo credit: Pane & Vino on VisualHunt

“Il sapere dei libri può abbattere muri”

Dedicare anche solo trenta minuti al giorno alla lettura può far scoprire molte cose: nuove parole, nuovi pensieri e magari dare il gusto di leggere. Può far capire molte cose: accettare che non tutti abbiamo lo stesso pensiero, accorgerci che non siamo soli a provare certe emozioni, che non siamo tutti uguali e che oltre al mare che ci separa dalle altre terre ci sono persone con pensieri, lingue e culture diverse.

Da ormai qualche anno si stanno diffondendo sempre di più i mezzi di comunicazione elettronici. Purtroppo mettono un velo davanti ai nostri occhi. Non parliamo più agli altri come prima. Non guardiamo più il paesaggio quando si viaggia in treno. Non si dedica più tempo a un buon libro. Le nuove generazioni stanno crescendo senza una cultura di base. Non conoscono più i classici come Shakespeare, Molière o più recenti Ken Follett o Douglas Kennedy. Non hanno più uno spirito critico, non sono scettici e non mettono più in discussione le idee di un altro durante un dibattito.

Crescono senza referenze letterarie, senza conoscere modi di dire recenti e passati. Non hanno visto l’evoluzione della lingua, del modo di esprimersi. I dispositivi elettronici sono stati utili per i progressi della scienza, per comunicare più velocemente. Ma piano piano stanno togliendo quel legame che unisce i lettori. Quando due persone hanno letto lo stesso libro è come se avessero una parte della loro vita in comune. Hanno “visitato” lo stesso posto nella stessa epoca con lo stesso spirito di curiosità e meraviglia pur vivendo in continenti diversi. Hanno imparato a capire i personaggi, le loro azioni, le loro idee, li hanno accettati con i loro difetti e fatto prova di tolleranza e accettazione.

Sin da piccola ho sempre amato leggere. Quando mia madre ed io andavamo a fare la spesa, mi lasciava nel reparto dei libri e rimanevo un’oretta seduta per terra assorbita dal testo. La sera, prima di dormire, con mia madre ci davamo “appuntamento” sul divano, ognuna dalla sua parte, un libro in mano per fare la gara a chi lo finiva prima. Ho avuto la fortuna di crescere con una lettrice e una scrittrice a casa che mi ha trasmesso la sua passione. Grazie a questo, ora posso dire che è vero… La letteratura sta sparendo. Nessuno legge più. Nessuno compra più libri o legge una rivista che non parli di sport o di moda.

Andando avanti con gli anni sempre meno persone leggeranno. La cultura, le testimonianze, il sapere del passato, tutto questo andrà perso. I giovani cresceranno meno sensibili, meno aperti di mente e meno capaci di esprimersi.

Bisogna ricordarsi:

“Il sapere dei libri può abbattere muri”…

Léa Lauret (giovane lettrice di 16 anni)

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