Working Passion

Patrizia Floris: un attimo di pace

Da quando ha lasciato il suo lavoro da biologa, Patrizia Floris ha rivelato un’altra sfaccettatura: quella di autrice piuttosto ben ispirata.

Incontro con la scrittrice.

Sono le 17.30, il freddo è pungente e la notte ha iniziato ad avvolgere la città col suo mantello scuro.

Lei arriva all’ora esatta col sorriso sulle labbra. Esordisce scusandosi: “ho avuto qualche difficoltà a trovare un parcheggio” e mi raggiunge al tavolo dove l’aspetto.

Un lungo mantello bianco su una silhouette sottile. Un’aria da donna attiva, pronta a concatenare gli appuntamenti con serietà. I suoi stivali neri con tacchi alti le danno un portamento elegante. È l’unica cosa ultra femminile che dimostra. Per il resto tutto è sobrio: abbigliamento nero, capelli raccolti. Gli orecchini raffinati sono le rare eccentricità che esibisce quando entra nel bar che ha scelto per il nostro incontro.

Si siede vicino a me e ordina una tisana, poi il suo viso s’illumina come quello di una donna completamente disponibile. Muoio dalla voglia di chiederle il suo segreto per una pelle quasi senza segni del tempo, ma mi trattengo, non è l’oggetto di quest’incontro…

Ecco Patrizia Floris sul divano di Emotionletter… una “messa a nudo” della scrittrice classe 58.

Quando si racconta ha il dono di trasformare tutto in favole. È la sua forza. Ed è per questo che non mi stanco di ascoltare questa gioiosa chiacchierona. Ma anche perché dietro i suoi occhi scintillanti, l’amore per i libri di Jane Austeen e il lato ben educato, traspare un percorso di vita che può parlare a tutte le donne.

Patrizia biologa, perde il suo lavoro 4 anni fa. Si riprende subito facendo oscillare il suo destino verso la scrittura… Mai l’avrebbe detto!

S’iscrive ad un corso di scrittura e da lì il dado è tratto… niente la ferma più. Tre libri in quattro anni.

Accidenti! In gamba Patrizia romanziere!

L’ho conosciuta anni fa in spiaggia. Riservata, sempre sorridente, mai una parola sulla sua vita. Prendeva il sole, chiacchierava un po’ e poi andava via per pranzare con la sua famiglia, lasciando dietro di sé il profumo delicato di una donna misurata.

Un marito splendido (detto da lei) e una figlia di 28 anni a cui è legatissima. Coniuga la famiglia con la F maiuscola. Sostenuta da loro, condivide a casa i suoi successi, i suoi pensieri e si sente libera di esplorare qualsiasi campo.

Biologa o scrittrice Patrizia è rimasta la stessa: Romantica.

Forse la cultura dei libri, forse l’educazione severa oppure è semplicemente una donna di un altro secolo per chi l’amore è il sale della vita e vivere senza è la sua più grande paura.

Inoltre, i suoi libri trattano lo stesso argomento: l’amore. Non quei libri senza sapori, ma quelli che fanno fibrillare il cuore e che dimostrano che l’autrice ha tanta capacità di empatia quanta d’immaginazione.

Nell’ultimo libro Albert l’ultima estate, il protagonista è un uomo. Potremmo pensare che Patrizia ha una grande conoscenza del sesso forte, eppure non è così. Confessa che per lei l’uomo è un essere particolare, da scoprire, misterioso…

L’immagino bene come protagonista del film Orgoglio e pregiudizi nella pelle di Elisabeth Benneth di fronte al Signor Darcy! Un gioco d’amore, un ballo con l’altro… voglio, non voglio… lo faccio, non lo faccio… con il rosso sulle guance. Un’epoca in cui l’amore aveva il tempo di maturare, di crescere, dove fare la corte era un passaggio obbligatorio e sposarsi era per la vita… fortunatamente … o sfortunatamente.

Patrizia crede in quest’amore unico. Pensa che più ci s’incontra da giovani, più si cresce insieme con un amore che si sviluppa e dura.

Sì, ve l’ho detto, è una vera romantica, si sfoga sulla carta, raccontandosi per quello che è. Si libera.

Per scrivere usa il suo passato come guida. Il passato dell’adolescente obbediente, della studentessa umile, della giovane donna innamorata, appassionata che ha visto la sua passione imbavagliata dall’epoca, dalla cultura di allora, dall’educazione.

Si avverte anche un pizzico di nostalgia, non solo nei suoi libri ma anche nel suo modo di parlare. Nostalgica di un’epoca dove gli abbracci erano ancora permessi, dove non c’era bisogno di parlare, il tocco tra amiche bastava a trasmettere le emozioni.

E là, si commuove… un po’.

Sensibile Patrizia?

Sìii, moltissimo!

Piange davanti a un film o quando seppellisce un riccio trovato morto nel giardino. Si emoziona quando vede il suo libro per la prima volta in una libreria. Si entusiasma per un tramonto o un fiore nel giardino. Coglie l’attimo…

Grazie al suo insito ottimismo, coglie ogni sfumature della vita e ne approfitta. È questa la sua felicità. Non di essere famosa o ricca, ma di avere attorno a sé i suoi cari e condividere con loro attimi esclusivi che non hanno prezzo.

Quando parliamo di amicizia, la voce di Patrizia si fa pimpante, i suoi occhi brillano e il sorriso si allarga. Ah l’amicizia! Occupa un posto tanto importante quanto l’amore. Lo spazio che dedica agli amici è notevole. Non ci sono giorni senza una chiamata, una chiacchierata, un tè o dei pensieri scambiati…

L’amicizia mantiene l’anima, la coltiva, l’esalta… anche in questo campo percepisco un profumo antico in cui un incontro tra amiche vere non significa solo uscite e feste, ma piuttosto momenti rari e veri di confidenze fatte sotto voce.

Quando la virtù e la modestia illuminano il suo fascino, la lucentezza di una bella donna è più luminosa delle stelle del cielo.(Akhenaton)

Concludiamo l’intervista dopo due ore di un gioco di domande/risposte in cui nemmeno una volta Patrizia ha perso il suo sorriso e la sua tranquillità, neanche quando ho dovuto farle ricominciare la registrazione due, anzi… tre volte!

La sua ingenuità, la sua dolcezza mi hanno convinta: Patrizia Floris è una graziosa cometa che attraversa il nostro cielo senza rumore, sulla punta dei piedi eppure se vi fermate un attimo, lascerà il suo segno per sempre …

Christine Lauret

(Proofreading Anja Riemann)

Per saperne di più guardate lo Shooting e la sua pagina di Facebook.

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