Rubrica,  Turismo

Pompei: quasi 2000 anni dopo…

Pompei- Vista panoramica

Se esiste un paese che fa sognare i piccoli e i grandi, è l’Italia.

L’Italia e la sua storia, l’Italia e la sua arte, l’Italia e la sua cultura.

Pompei rimane il luogo più ambìto tra gli amanti di archeologia, ma anche tra gli appassionati dei grandi misteri. In meno di 24 ore questa città scomparve dalla faccia della Terra, pertanto, oggi si trova tra le maggiori attrazioni della Campania.

È una strana impressione che vi rimane dopo la visita di Pompei… un misto tra cronaca nera, curiosità e cultura.

Infatti, se ci si basa sulla spettacolarità dei corpi irrigiditi dall’eruzione del Vesuvio 1943 anni fa, siamo nel “voyeurismo” … Invece, se ci si basa sull’archeologia, ci ritroviamo di fronte alla fine di una civiltà e facciamo una passeggiata nel passato.

Le nubi ardenti che si precipitarono dai fianchi del vulcano hanno distrutto Pompei in men che non si dica. La temperatura di quest’aria rovente era tra i 200 e i 300 gradi e in un battere di ciglio disidratò i corpi che vennero ritrovati immobilizzati tutti nella stessa posizione: piegati con le ginocchia vicine al corpo e le braccia davanti al viso come per proteggersi dal grande calore… pietrificati.

Anche la vita, i dipinti e i mosaici ebbero lo stesso destino degli abitanti: sono rimasti cristallizzati dalla catastrofe, come se avesse avuto luogo ieri.

Immagine di archivio

Lo strano è che la città di Pompei è stata allo stesso tempo distrutta e conservata dall’eruzione del Vesuvio. Questo fa sì che noi turisti possiamo passeggiare tra i vicoli dell’epoca immaginandoci facilmente la vita in questa città prospera, vittima della colera degli Dei.

Oggi Pompei è di nuovo minacciata, non da un’eruzione, ma dal turismo di massa che degrada le strutture e le abitazioni, e anche dalle intemperie che le fragilizzano. Nel 1997, il sito viene dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, mentre oggi viene quasi dichiarato patrimonio mondiale in pericolo!

La pessima gestione delle risorse e delle sovvenzioni dello stato aggiunge un’ulteriore minaccia per la città.

Teatro Pompei- Foto Giuseppe Sale

Le rovine delle case private, del teatro, dell’anfiteatro, delle domus dei gladiatori, ma anche dei negozi e templi o ancora del “termopolium” (gli antenati dei fast food), tutto è risuscitato grazie alle scavi degli archeologi e hanno avuto una seconda vita… per quanto tempo?
Speriamo che i nostri figli potranno godere ancora della storia di Pompei “dal vivo”.

Per adesso vi lascio in compagnia dello shooting per visitare virtualmente le rovine della città perduta.

Christine Lauret

(Proofreader Anja Riemann)

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