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Prova a prendermi

Ma che cosa succede agli uomini?

In che mondo viviamo?

Dove è il progresso?

Di quale evoluzione parliamo quando non siamo più in grado di costanza o di qualsiasi impegno?

Paura di sbagliarsi,

Paura dei compromessi,

Paura di lasciarsi mangiare,

Paura di non essere felice… o di esserlo!

Paura della noia,

Paura, paura, paura….

L’essere umano è diventato un codardo, un vigliacco. Sembra più felice cosi? Neanche! Solo, nella sua piccola vita senza rischio, dove niente e nessuno interferisce, lui predica la libertà… Ma la libertà di che? Di essere incatenato a questa libertà a un punto tale che

preferisce soffrire, essere infelice (e non confessarlo), piuttosto che assumersi il rischio di condividere la sua vita con qualcuno.

Questa paura, spesso, è nascosta, occultata con l’eccitazione di nuovi incontri. Si annoia velocemente con una ragazza, quindi si prova la successiva che ci farà vibrare qualche giorno, qualche ora, e poi?…Si ricomincia! Ecco la società di consumi in tutta la sua gloria.

«Proviamo, e vediamo se funziona…»

Quante volte ho sentito questa frase! E’ sbagliato! Non si prova niente se non si danno i mezzi per provare, si consuma e si butta, conservando solo le sensazioni forti, solo i momenti in cui ci si sente vivi. Si prendono dei shottini d’amore.

L’amore è una droga

La psicanalisi dice: «La persona che soffre di dipendenza in amore è rimasta ad uno stadio infantile dello sviluppo psico-affettivo: ama esattamente come mangia il bulimico, con avidità, senza essere capace di mettere una limite. Spesso si parla di una persona che non ha superato la prova dello svezzamento e vive con la nostalgia del corpo a corpo intenso che lega il cucciolo alla madre. Questo fenomeno porta alla fusione con ilpartner che si sente «divorato» piuttosto che amato!»

Si, per sentirsi vivi il mezzo megliore è consumare, avere un partner per festeggiare, che sa farci complimenti. Ci riempiamo di complimenti, di lusinghe… poi, una volta rigonfiato l’ego, lo sguardo su questo partner cambia, lo troviamo stupido, noioso, soprattutto perché ha scoperto chi siamo realmente! Allora?… Ce ne liberiamo, lo buttiamo come una calza vecchia (prima che lo faccia lei/lui) per avere l’occasione di sentirci vivi ancora una volta… E ci rimettiamo a cacciare una preda che alimenterà la nostra bulimia per qualche… giorno?…

Fuggire dalla banalità della vita, essere più veloci per non farsi prendere dall’abitudine o dalla noia. Perseguiamo l’avventura, i brividi, e ogni brivido deve essere più forte del precedente… Fino al giorno in cui niente ci tocca, niente ci commuove, diventiamo insensibili, amareggiati. Ci deprimiamo senza neanche saperlo.

Qualcuno non sente più i brividi da tempo. Effettivamente, le relazioni iniziano sempre nello stesso modo, e quindi si annoiano… Ma hanno trovato un nuovo «gioco» per dare sapore al loro quotidiano: i social media.

Vivono con il telefono in mano e sono specialisti delle foto. Tutto finisce nella piccola scatola nera ; dalla torta divorata ieri sera, alla gita di domenica tra amici. Tutto plana sul social. Vogliono rendere l’attimo immortale. Cosi immortale che mancano i momenti più belli perché hanno lo sguardo fisso sul telefono per verificare se l’ultimo post ha fatto il buzz.

« Quanti «mi piace» ho avuto, chi ha guardato la mia foto?...»

E nel frattempo volano via la vita, le occasioni e anche i momenti migliori mentre loro «vivono(?)» online . Fanno crescere il numero degli amici e adoratici virtuali, senza preoccuparsi più di quella che hanno vicino, degli amici veri, reali, che piano piano si allontanano…

Vogliono allargare le loro conoscenze, hanno 750 amici su facebook, e vogliono sfarfallare, collezionare senza approfondire le relazioni. Rimangono nella superficialità, non si danno il tempo di costruire una relazione. Sono attratti dalla luce e le rimangono attorno, senza fare un passo verso quella zona d’ombra che è lì accanto. Un passo che permette di scoprire l’altro e anche loro stessi, senza trucco ne lustrini.

Sapete che le rovine più belle, le famose pietre antiche , i templi… sarebbero ancora sei piedi sotto terra se i nostri grandi esploratori avessero avuto quest’atteggiamento?!

Eppure se dovessi credere a tutti quelli che incontro, tutti cercano l’amore, il grande amore! Ma sarà davvero cosi? Vedo tanti comportamenti sbagliati! Tra colui che si innamora di quella che non potrà mai avere, quella che si lascia sedurre dall’ultimo Don Giovanni, quell’ altro che si infiamma per un’ immagine che non vedrà mai perché vive a 2000 chilometri da lui… cercano realmente di costruire una vita di coppia?

E che dire di quella che non sa aspettare, non ha imparato la pazienza e vuole tutto subito, non lascia al futuro partner neanche il tempo di desiderarla, no, brucia le tappe e prende l’iniziativa… e lui che fa? Fa a un passo indietro e pensa «preda troppo facile» e soprattutto sente il ferro freddo delle manette sbattere contro i suoi polsi…

Sogno o incubo?

Potremmo farci una domanda: perché bruciare cosi tutte queste opportunità? Forse, per assicurarsi, inconsapevolmente, di non impegnarsi mai con nessuno?

La vita di coppia è un dolce sogno che perseguiamo e allo stesso tempo è il nostro peggior incubo…

In breve, siamo eccellenti in una solo disciplina: la corsa… Coraggio ragazzi, scappiamo!

Christine Lauret

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

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