Natura,  Rubrica

Il mondo vivo degli Atolli o isole perse

Chi non ha mai sognato di vivere su una terra vergine di abitazioni, gente o macchine?

Vogliamo parlare di isole? Quasi… sono gli Atolli che ci interessano oggi.

La mano di qualche Dio ne ha seminate tante, come se fossero stelle di qua e di là, lasciate alla grazia del vento.

San-Blas, Tuamotu, Kiribati, Henderson, Clipperton… Sono sonorità nuove per voi? Sì, purtroppo! Sono più conosciute le isole inventate come quella di Stevenson o di Robinson o ancora quella di Jules Vernes “l’isola misteriosa” che l’arcipelago di San-Blas o di Pitcairn.

Le uniche immagini alle quale pensiamo quando sentiamo nominare un atollo, sono i magnifici cocchi, ornamento lussureggiante che costeggiano una spiaggia di sabbia bianca e dondolano con il vento, riflettendosi nell’acqua azzurra, trasparente come il cristallo.

Vero, ma questa realtà rischia di scomparire. I coriandoli paradisiachi sono minacciati.

Uragani, cicloni, onde, l’aumento del livello del mare, il riscaldamento climatico, l’inquinamento e l’uomo… sono le battaglie che dovono affrontare i gioielli degli Oceani.

Gli esempi sono numerosi.

Prendiamo Henderson, situato sotto il tropico del Capricorno e patrimonio mondiale dell’UNESCO, è un atollo deserto nell’oceano Pacifico… Non così Pacifico in realtà perché una grande corrente ruota attorno ad Henderson e se prima questo vortice portava nutrimento alla proliferazione di una ricca fauna marina e uccelli, oggi porta anche… o soprattutto, centinaia di tonnellate d’immondizia che vengono dal mondo intero: Canada, Stati Uniti, Germania, Chile…significa che l’inquinamento è un problema creato da tutti. Ormai, i granchi sulla spiaggia di Henderson non hanno più una conchiglia come casa, ma un pezzo di plastica, la sabbia bianca non si vede quasi più, nascosta da tubetti di crema, corde, cavi, boe, contenitori di plastica…l’atollo è asfissiato, sta morendo…

Alle San Blas, gli attoli sono aggrediti dalle onde. La barriera corallina non basta più per proteggere gli abitanti della furia dell’oceano. La terra si riscalda, i ghiacciai si sciolgono, il livello del mare sale. Per proteggersi gli abitanti provano a costruire delle dighe fatte di scogli trovati sull’isola e coralli che vengono portati via dalla cinta. Questo recinto dovrebbe proteggerli… purtroppo , il corallo “rubato” oltre a creare delle falle nella protezione naturale, la danneggia perché lasciano passare più facilmente le onde che man mano “mangiano” gli atolli. Sono “muraglie di ventura” che danno problemi maggiori. Infatti, le onde provocate dai cicloni spazzano via le pseudo dighe e tutto ricomincia…

Alle Tuamotu, la piste aeroportuale, gli esperimenti nucleari, lo sfruttamento dei palmeti e la scomparsa delle mangrovie permettono all’acqua di divorare gli atolli paradisiaci.

Clipperton, un atollo francese nel Pacifico è diventato la preda dei topi, introdotti sull’isola da qualche navigatore di passaggio. La laguna è ormai acqua tossica e la plastica ha preso possesso del posto…

Un altro esempio è l’isola di Tikopia ( archipelago Salomon) sulla quale si abbatteva 1 ciclone ogni decennio, oggi purtroppo ariva un ciclone ogni 2 anni, cicloni che corrodono le coste e di consequenza minaciano l’atollo di 5 chilometri quadrati.

Devo continuare l’elenco degli atolli in pericolo, oppure avete capito che l’ambiente è una questione di noi tutti?

Arcipelago turchese con un’isola per ogni giorno dell’anno, sabbia bianca, così fine da scorrere tra le dita dei piedi, palmeti ondeggianti… queste isole rappresentano la nostra idea del paradiso, cullano i nostri sogni…

Ma la foto reale è quella: qua, un fou de bassan (Sula) strilla su un granchio davanti a una laguna tossica, mentre un topo si intrufola sotto un accumulo di plastica…è questo il quadro di un territorio unico ma minacciato, dimenticato dal mondo…

Qual è l’instantanea che preferireste vedere popolare i vostri sogni?

Iniziamo tutti subito e facciamo almeno un gesto per questo “nostro povero” pianeta, diciamo “NO” alla plastica!

Christine Lauret

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

isola Henderson

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