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Un viaggio inatteso

Viaggiare in aereo per una lunga distanza in classe economica, accidenti!

Eppure è l’esperienza che ho vissuto poco fa, rassegnandomi e adattandomi alle offerte delle compagnie aeree per uscire dalla mia isola.

Una volta sistemata nella coda dell’aereo, mi ritrovo tre bambini sulla mia sinistra e il corridoio a destra, in breve, proprio mal messa. Se aggiungete anche dei bambini urlatori e una studentessa in lacrime, laddove l’aereo non si era ancora nemmeno mosso, capirete che il volo non si annunciava con i migliori auspici…

Prendo il mio libro, una rivista, le mie cuffie, la mia musica, decisa ad isolarmi dalla tortura acustica, quando due ragazzi arrivano. Si siedono su entrambi i lati della signora che, di conseguenza, asciuga le sue lacrime.

Sempre abbastanza cupa, si abbassa nella sua sedia e lascia i ragazzi accomodarsi.

Si ritrova intrappolata tra gli scambi dei due compari e non c’è modo di fermarli. Uno dei due, seduto vicino al finestrino (lo chiamerò Luca), le propone di scambiare il posto. Lei, sempre chiusa nel suo silenzio, lo rifiuta senza degnarlo di uno sguardo. Non importa a Luca! Nonostante il pessimo umore della ragazza, lui continua a parlare e la include anche nella conversazione.

A questo punto, ho rinunciato al mio isolamento, ho messo le mie cuffie da parte per assistere come “libera uditrice” agli scambi di questi strambi.

Mai fatto un volo più divertente di questo! Luca, magro alto e giovale, non può dire una frase seria. Usa l’ironia alla perfezione e sa rendere comiche le situazioni le più svantaggiose.

Lei studia psicologia? Va bene, allora Luca si propone come primo paziente… e d’improvviso, da “psi” Sabrina (la ragazza in lacrime) si trasforma in paziente e si racconta. Non ne ha neanche la consapevolezza! È forte, molto forte questo giovane genio! Sa fare parlare gli altri e ribalta tutto ciò che la signorina racconta, lui ne fa una beffa e lei non si accorge, divertente, molto divertente. I due compari sono complici, gli occhiolini scambiati lo dimostrano.

Lei si lamenta per aver avuto un vita da principessa… Luca risponde empatico: «vero? È triste!»… dice di avere un fidanzato geloso che non la lascia uscire, che la vita non è facile per lei… «Allora cambia vita!» risponde Luca seriamente… lei non si rende conto dell’ironia del ragazzo e continua la sua litania…

Gli argomenti si susseguono : Come una coppia può funzionare? Uno che concede troppo mentre l’altro no, una coppia funziona se si è in due… da soli, andiamo avanti più leggeri, in due siamo troppo carichi, calcio, coppia… alla fine, tutto è complicato.

Luca chiede cosa deve fare allora? Lei risponde che lui non capisce niente e spiega… Lui risponde «Ah, ovvio è la maturità che parla!». Sabrina non capisce… lei ha appena 20 anni e pensa di dover spiegare la vita a un ragazzo di 33. Il terzo “ladrone” ride e anche io, lo confesso! È bravo nel suo ruolo di “psi”, cambia anche la voce occasionalmente, che attore!

Luca assesta le sue frasi in modo serio, come se ci credesse realmente, ma c’è solo una persona che ci crede: Sabrina. Allora si difende, parla, parla, si rilassa, ride, si lascia andare, ridacchia… e l’altro si diverte del suo atteggiamento, “gioca” con lei che non si preoccupa, lei è alla sua mercé. Ha un carisma pazzo questo tizio! Tra tutti e due (anzi, tre) fanno l’animazione, anche gli steward di passaggio prestano l’orecchio alle loro chiacchiere e non possono impedirsi di partecipare. È come essere sulla terrazza di un bar.

Vi è già successo di sentire una conversazione nella quale uno parla seriamente e l’altro usa l’ironia con maestria? Sabrina è la zimbella dell’aereo… Luca, Daniele, Polo e gli altri, chiunque voi siate, potete esistere solo alle spese di una “vittima”. Una vittima troppo debole, troppo chiacchierona, troppo giovane… sulla quale potete esercitare la vostro arte senza limite.

Non posso biasimarvi troppo, di solito sarei piuttosto dal lato della vittima, ma confesso che oggi, sono dalla parte dei ragazzi che, senza nessuna cattiveria, con una naturalezza divertente e un modo spiritoso, mi hanno permesso di trascurare le 11 ore più inaspettate della mia vita a bordo di un aereo. Se aggiungete a questo un gatto che attraversa i corridoi dell’aereo a notte fonda, là, siamo nel bel mezzo del delirio!

Eppure, dopo aver sbattuto le palpebre più volte, era sempre seduto là, in mezzo alla corsia, fissandomi con i suoi occhi verdi… Accidenti! Mancanza di sonno sicuramente, ma mi rendo conto che l’equipaggio si è mobilizzato per prendere l’animale scappato della sua gabbia. Ma il felino ha più di un asso nella manica! Il gioco è durato ben un quarto d’ora in cui il gatto li ha presi in giro per finire per andare da solo nella sua gabbia tranquillamente come per dire: «sono io che decido!» secondo me era una gattona!

Quindi tra il trio infernale (con Luca come attore principale per chi il pulsante off non esiste), il gatto fuggitivo e ah, dimenticavo! Un responsabile di cabina piuttosto…come dire… simpatico (ma questo termine rende poca giustizia!)… non ci si annoia con questa compagnia aerea!

Grazie ragazzi, se mi leggete, per avermi dato la possibilità di scrivere…

Christine Lauret

(Lettrice e correttrice Anja Riemann)

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