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fonte dell’immagine “presse santé”

Cos’è l’amnesia e come fa una persona a conviverci?

L’amnesia è una ”malattia” importante.

Tranquilli, non soffrite di disturbi di amnesia, se non vi ricordate perché siete entrati in cucina!

Ma è come se i vostri ricordi e i vostri sogni fossero spariti e al loro posto fosse rimasto solo un enorme buco nero. È brutto dimenticarsi delle cose: la sua password o dove avete messo le chiavi di casa…

Per esempio, stamattina ero al telefono con un amico e, dopo trenta minuti a chiacchierare, ero in ritardo, dovevo uscire … Tutta agitata, cercavo il mio cellulare lamentandomi, con il mio amico, di non trovarlo… Si è messo a ridere!

L’amnesia è molto più grave. Può essere causata dall’Alzheimer o anche da un incidente.

Immaginate, vi svegliate e siete seduti su una panchina. Siete in un posto che non conoscete e non sapete come siete finiti lì. Ai vostri piedi vedete una borsa, presumete che sia vostra. Infatti, essa contiene oggetti personali: una penna, un vecchio quaderno, delle chiavi… ma nessuno di questi oggetti vi ricorda qualcosa. Per strada passa una macchina. L’autista chiede se volete essere accompagnati da qualche parte.

Volete parlare, ma nessun suono riesce ad uscire. Avete anche dimenticato dove abitate. Ma peggio ancora, siete incapaci di dire il vostro nome o qualsiasi altra informazione su di voi.

Di punto in bianco vi sentite immensamente vuoti. Come se un enorme capogiro si fosse impadronito di voi.

Ok, sembra l’inizio di un film di avventura, ma aspettate!

L’amnesia è la quotidianità di poche persone al mondo, ma queste persone sono già troppo!

Torniamo alla nostra panchina.

Allora una volta che vi sarete resi conto di quello che vi succede, inizierete a vagare per strada chiedendo ai passanti la direzione della stazione di polizia più vicina. Siccome non vi ricordate niente, prenderanno sicuramente le vostre impronte digitali e il vostro DNA. Tutti, allora, si metteranno a cercare la vostra identità, ma il problema è che vi potranno chiamare Pietro, Mario o Carlo, sarete incapaci di sapere qual è quello giusto. Ma com’è possibile che una parola così intima come il proprio nome, che sentiamo già da piccoli possa essere dimenticata?

In realtà esistono molte memorie.

La prima è quella discontinua.

Raggruppa tutte le esperienze vissute, come per esempio il giorno del diploma o la prima volta che avete preso un due a scuola…

L’altra memoria invece, si chiama semantica.

Raggruppa le informazioni essenziali alla comprensione del mondo.

Esempio: il nome, la lingua che parlate… Se la memoria semantica viene toccata, anche se vi ricorderete del vostro nome, potrete essere incapaci di dare un nome agli altri oggetti che vedrete.

Ora immaginate: siete in una stanza, entrano i vostri genitori, sapete che vi conoscono, quindi sarà tutto risolto e vissero felici e contenti?

No, non è proprio così!

I vostri genitori, figli o qualsiasi altra persona non sarà niente per voi. Rimarrete indifferenti. Avrete allora l’impressione di vivere solamente a metà.

L’unica cosa che l’amnesia non vi potrà mai togliere è la memoria genetica. Cioè quella per sopravvivere, per trovare cibo…

Ma… Sono i ricordi che fanno di noi ciò che siamo, vero? Beh, in parte sì. Ricordarsi che eravate un musicista di successo con tanti amici è, senza dubbio, diverso dal ricordarsi di essere stato un barbone!

Dall’altra parte, dimenticare tutto significa un nuovo inizio, essere una persona diversa.

Quindi se un giorno vi ritrovate lì, su una panchina senza sapere dove siete e chi siete, magari sarà il segno di una nuova avventura offerta dalla vita…

Lea Lauret 16 anni giovane lettrice di Emotionletter

(testo scritto a 13 anni)

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